“Poi parleremo”. Parole pesantissime all’indirizzo di Pasquale Di Rella pronunciate, tra gli altri, dal consigliere comunale Giuseppe Muolo, con il presidente Cavone in evidente imbarazzo e difficoltà a gestire gli animi esagitati.

Durante la seduta di Consiglio Comunale del 19 marzo, Pasquale Di Rella è stato oggetto di una violenta aggressione verbale da parte di alcuni consiglieri di centrosinistra, e di tentativi di intimidazione politica, presumibilmente tendenti a bloccare la proposta di dimezzamento degli stipendi dei politici.

La proposta di ridurre del 50% gli stipendi dei politici avanzata da Di Rella per dare più soldi alle famiglie in stato di bisogno, nasce dalle proteste legittime dei 3mila beneficiari del contributo alloggiativo, che si sono visti assegnare dalla giunta di Antonio Decaro un assegno compreso tra 100 e 600 euro, a parziale rimborso del ben più alto canone di locazione pagato nel lontano 2015 ai proprietari delle loro abitazioni.

Di Rella, per chi non se lo ricordasse, si è dimesso dalla carica di Presidente del Consiglio comunale per prendere le distanze dai capigruppo del centrosinistra che si rifiutavano di lavorare di più in Aula, a partire dalla prima mattina e fino al pomeriggio inoltrato. Questo avrebbe impedito di svolgere le numerose, costose e spesso inutili sedute di commissione e avrebbe, invece, permesso di discutere più problemi che stanno a cuore dei baresi.

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3 COMMENTI

  1. Bravo , un raro esempio di politico che pensa al bene dei cittadini ,ricordandosi che si trova lì per volere degli elettori e non per grazia ricevuta….purtroppo è una eccezione è non una regola come in realtà dovrebbe essere ….Chi si oppone alle sue proposte si dovrebbe solo vergognare e la cosa che mi avvilisce di più è che proprio la sinistra ,che dovrebbe tutelare i più deboli ,sia la prima ad opporsi ed è per questo che si è auto eliminata!

  2. Intimidazioni dal tono vagamente mafioso: ammiro la calma dell’ex Presidente Di Rella. Io in maniera molto prosaica avrei risposto al minus habens di turno: usciamo dall’aula e parliamone subito!

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