Gli ultimi sondaggi sono impietosi con il Presidente della Regione Puglia e con il Sindaco di Bari: nemmeno un seggio al PD nei collegi uninominali del tacco d’Italia dove la vittoria se la giocano centrodestra e M5S. Al Nazareno si respira -nei confronti dei nostri magnifici due- un sentimento di rabbia misto a delusione.

Emiliano si è prodigato esclusivamente in operazioni di annessione di pezzi ormai delegittimati di centrodestra, portando alla paralisi amministrativa una Regione già fortemente provata dal decennio vendoliano. Decaro si è dedicato principalmente ad annunci quotidiani in una città che, solo lui e il suo cerchietto magico, non vedono ormai ridotta allo stremo.

Ai dirigenti romani del Partito Democratico è chiaro che una disfatta elettorale di tale portata aprirebbe la strada alla sconfitta anche nelle elezioni comunali del 2019 e nelle regionali del 2020. Anche numerosi dirigenti e amministratori locali attendono con ansia l’esito elettorale del 4 marzo, pronti a porre in discussione la leadership di Decaro e Emiliano in elezioni primarie.

Potrebbe, tuttavia, essere una mossa inutile e tardiva: un centrodestra unito e con un candidato credibile non avrebbe avversari nella città di San Nicola. Ove ciò non si realizzasse, il popolo di Di Maio è pronto ad entrare trionfante a Palazzo di Città…per poi occuparsi di Michele Emiliano.

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1 COMMENTO

  1. L’unica certezza della grande maggioranza dei pugliesi è l’impressione che siano tutti uguali, almeno quelli che conosciamo. Candidati credibili non ce ne sono, perché chi ha governato finora ha dimostrato, fatti alla mano, di arrancare alla meno peggio, senza avere una visione programmatica del futuro. Il vivere alla giornata, in politica, non paga mai e perciò il 4 marzo può essere una data da ricordare. La scarsa fiducia nei politici pugliesi, potrebbe avvantaggiare il M5S i cui uomini e donne non sono mai stati messi alla prova, ma da noi il voto elettorale è molto radicalizzato, per cui nulla è scontato. Un vantaggio, però, lo si può attribuire ai pentastellati e cioè che, trattandosi di elezioni nazionali, vi è minore interesse al “controllo” del voto, come avviene nelle comunali e regionali. Occorre, tuttavia, considerare l’abitudine dei pugliesi verso lidi conservatori ogni qualvolta vi è incertezza sul futuro. Fuori un PD senza vera identità, quindi, la partita si gioca in due. Non resta che aggrapparci (ancora una volta), alla speranza di un domani migliore.

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