Sfidando Michele Emiliano nelle elezioni comunali di Bari nel 2009 e nelle successive elezioni regionali del 2015, Francesco Schittulli e Simeone Di Cagno Abbrescia hanno rappresentato l’orgoglio del centrodestra. Quanto accaduto dopo è recente cronaca politica.

Cronaca amara per i leader del centrodestra, incapaci ormai da quasi 15 anni di individuare una personalità vincente.  Cronaca politica dolorosa per l’elettorato moderato, che ha visto i propri beniamini affetti dalla Sindrome di Stoccolma.

Ricordiamo alla nostra amata nonna Teresa, che i soggetti affetti dalla Sindrome, dopo i maltrattamenti subiti provano un sentimento positivo nei confronti del proprio aguzzino, che può spingersi fino alla totale sottomissione volontaria, instaurando in questo modo un’alleanza tra vittima e carnefice. In poche parole: le vittime vengono annullate.

Chi ha buona memoria ricorderà certamente che di maltrattamenti verbali Simeone e Francesco ne hanno subiti vari e pesanti da parte di Michele Emiliano, tanto da indurli persino a querelarlo. Ed è proprio per questo che il loro comportamento attuale risulta tanto strano – oltre che inaccettabile dall’elettorato di centrodestra – da indurre qualcuno a giustificarlo con la nota Sindrome. Sarà, ma a noi pare, invece, che l’attuale presidente della Regione Puglia, un po’ come San Nicola, sia amante dei forestieri. Ama collezionare avversari politici quasi quanto riesce a deludere e allontanare da sé amici e sostenitori di lungo corso. Sarà vera gloria? Ai posteri l’ardua sentenza.

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