“Mi dichiaro prigioniero politico”. L’annuncio dell’avvocato Giacomo Olivieri è alla sua maniera, senza filtri, diretto, che farà certamente discutere.

“Da quando ho evidenziato l’incompetenza del centrosinistra barese alla guida di Palazzo di Città  – dice il presidente di Realtà Italia – ed ho manifestato l’intenzione di presentare una lista alle elezioni comunali che costruisse una via d’uscita credibile per l’oppressione subita dai baresi dal 2014, mi hanno preannunciato denunce penali per aver sottratto il 31 settembre 2014 dalla scrivania del Sindaco una penna bic di colore arancione; per aver prodotto in casa mia e riversato in città tonnellate di rifiuti domestici tossici dal 29 al 31 febbraio 2015 e per aver passeggiato, con le scarpe sporche di cacca di cane, sulla nuova pavimentazione di via Sparano in data 31 giugno 2017″.

“Tra le varie accuse ci sono anche assembramenti di titolari di prebende pubbliche ed aspiranti ad incarichi vari – continua ironico l’avvocato – pronti ad affermare di avermi visto sottrarre, dallo zainetto dei bimbi frequentanti le scuole materne comunali, le merendine per la ricreazione.

L’attacco principale rivolto al presidente di Realtà Italia è quello relativo alla gestione della Multiservizi. “Stai sereno amico mio – dice Olivieri rivolgendosi ad Antonio Decaro – non mi rifugerò in Brasile o a Dubai. Resto qui a Bari e da prigioniero politico continuerò a mostrare e dimostrare ai baresi quanti danni hai causato con quella dissennata scelta nel 2014 di non restartene a Roma a collaborare con i tuoi colleghi del PD ai guasti dell’Italia”.

L’originale comunicato si chiude con l’invito al presidente nazionale dell’Anci, sindaco di Bari e dell’Area Metropolitana di Bari, per citare solo alcune cariche accumulate sinora da Antonio Decaro: “Puoi rimediare, tornatene a Roma”.

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