“Chi ha offeso la consigliera e tutta l’assise deve dimettersi”. È l’estrema sintesi delle dichiarazioni raccolte dai consiglieri comunali di maggioranza e opposizione questa mattina a Palazzo di Città. Il nervosismo sta prendendo il sopravvento, soprattutto perché la faccenda ha monopolizzato il dibattito politico barese.

A detta di molti un’arma di distrazione di massa per le inefficienze del centrosinistra, mai come in questo momento sotto accusa. Sta di fatto che i consiglieri sono tutti messi alla gogna. Le voci si moltiplicano, come quella della scheda compilata da una mano estranea ai votanti.

L’ipotesi aprirebbe uno scenario inquietante, per la maggior parte degli intervistati non verosimile in considerazione delle modalità del voto segreto. Tuttavia non impossibile. Il consigliere sciocco non potrà far altro che dimettersi e scappare all’estero, ma chi rimane? Considerando l’assoluta mancanza di rispetto mostrata dalla maggior parte degli eletti nei confronti di chi li ha votati e della città ogni volta che disertano l’aula, in tanti auspicano la medesima sorte seppure senza esilio.

Anche su questo abbiamo sentito i nostri amministratori. La risposta? Nessuna intenzione di mollare lo scranno. Certo è, come sostiene il consigliere Massimo Maiorano, del PD non certo delle opposizioni, si tratta di un malcostume al quale bisognerà porre rimedio.

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