“È certo che non si fa il Consiglio comunale oggi in prima convocazione, molti colleghi saranno assenti”. Rivelandoci la decisione già presa dalla maggioranza, che oggi non riesce a mettere insieme i 19 consiglieri utili per lo svolgimento del Consiglio comunale di Bari, il consigliere comunale Massimo Maioranno (Pd), ha rischiato di compromettere il senso del nostro servizio.

Nonostante il dado sia tratto non si riesce a capire perché si debba convocare la massima assise cittadina il lunedì pomeriggio, alle 16.30, tra l’altro giorno in cui l’Italia si gioca contro la Svezia un posto ai prossimi mondiali di calcio. Il Presidente del Consiglio aveva persino ipotizzato che il Consiglio potesse tenersi la mattina, in modo da avere più ore a disposizione per decidere sui diversi punti all’ordine del giorno, molti dei quali particolarmente importanti.

Comunque vada, anche nel caso di riunione deserta, non essendo giorno di rientro, bisognerà pagare gli straordinari ai dipendenti comunali chiamati a certificare l’ennesimo Consiglio deserto. Peggio ancora, se il numero inizialmente dovesse esserci, salvo poi mancare dopo l’appello, le spese aumenterebbero: straordinari ai dipendenti, gettoni di presenza e ore di lavoro, con contributi assistenziali e previdenziali per risarcire le aziende private in cui lavorano i consiglieri comunali. Insomma, qualunque sia l’angolo di osservazione, si tratta di uno spreco e delle solita figura barbina.

A togliere le castagne dal fuoco c’è sempre la seconda convocazione. Bastano 12 consiglieri e allora tutto diventa più facile da amministrare, alla faccia dei baresi. Sul tema, particolarmente serio, abbiamo voluto ironizzare andando a consegnare personalmente i gettoni di presenza ad alcuni consiglieri comunali di maggioranza e opposizione, scommettendo con loro sulla possibilità che oggi si tenga o meno questo benedetto Consiglio Comunale.

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