Non solo Waterfront. Tra Fesca e San Girolamo ci sono una serie di opere che sono state promesse, iniziate ma mai terminate: a denunciarlo sono i consiglieri d’opposizione Irma Melini e Domenico Di Paola che in una conferenza stampa hanno illustrato tutta una serie di lavori pubblici che sono attualmente bloccati.

“Dopo anni di false promesse sul rifacimento del quartiere Fesca-San Girolamo – attacca la Melini – oggi abbiamo denunciato che questa Amministrazione Decaro è colpevole per aver fatto scadere la pubblica utilità necessaria per l’allargamento della Strada san Girolamo, arteria principale con due scuole e un mercato; una pubblica utilità necessaria per l’adeguamento via Corrado, nonché per il rifacimento del manto stradale e la realizzazione dei marciapiedi di Strada San Girolamo, via De Fano, via Grimaldi, via Viviani. Parliamo di tre opere programmate nel 2007 da milioni di euro mai di fatto finanziate”.

C’è poi il caso della presunta balneabilità della nuova spiaggia inaugurata da Decaro a luglio scorso: “Con l’avvio del cantiere del Waterfront, infatti, è stato silenziosamente rimosso il cartello che vieta la balneazione come da ordinanza sindacale n. 38/2009. Ho chiesto ad Arpa di analizzare la salubrità delle acque, ma l’Agenzia regionale mi ha risposto che quel tratto di costa è preclusa alla balneazione secondo la legge regionale per la vicinanza allo scarico, come per la presenza del canalone, e che, quindi, non è possibile procedere a monitoraggio delle acque perché non balneabili”.

Dall’opposizione, quindi una richiesta chiara all’Amministrazione comunale: “Chiediamo che entro i primi sei mesi del 2018 il Consiglio comunale sia chiamato a rivotare l’apposizione del vincolo di pubblica utilità così da avviare finalmente le procedure di esproprio e, quindi, il rifacimento della viabilità del Quartiere. Chiediamo inoltre di finanziare questo Accordo quadro su San Girolamo con la somma che “avanza” dal PRIU di Japigia: ben 7.746.853,48 euro, che a maggio scorso il Ministero ha accreditato al Comune di Bari come rimborso di quanto anticipato dalla Regione Puglia sul PRIU. Vogliamo che il Comune di Bari chieda a sua volta alla Regione e ad Arca di utilizzare questi soldi per finanziare finalmente l’Accordo quadro su Fesca-San Girolamo”.

“Ricordo che in Commissione Lavori pubblici ho chiesto di acquisire lo studio meteo-marino realizzato dal Politecnico per il nuovo Waterfront proprio alla luce dei danni procurati dalla recente mareggiata – fa notare il consigliere di Impegno Civile, Domenico Di Paola – evidenzio che queste Amministrazioni Emiliano e Decaro hanno negli anni privilegiato l’Accordo di programma su Japigia, addirittura completandone le opere, riservando a Fesca San Girolamo solo delle promesse senza né soldi né atti”.

“Siamo stanchi di sentire le mancate promesse di questa Amministrazione, abbiamo deciso di esaminare in maniera più approfondita tutto ciò che ci è stato raccontato e dichiarato come attuabile – ha dichiarato Francesco Albergo, Presidente Comitato cittadino – è grave che l’Accordo quadro del 2007 sia rimasto solo una promessa ed è grave che in questi anni alle nostre lamentele sulla concentrazione di traffico, mancanza di parcheggi e apertura di nuove strade si sia risposto con parole a cui non seguivano i fatti. Restiamo anche in attesa di conoscere le motivazioni per le quali stanno realizzando un Waterfront diverso dal progetto che ha vinto il concorso di idee”.

Il Comitato ha poi stilato un vero e proprio elenco di opere promesse ma poi mai realizzate: “La mancata realizzazione di una nuova viabilità, della messa in sicurezza dei pedoni e della verifica delle acque e dell’aria, denunciamo il ritardo con il quale si procede alla realizzazione del Centro polifunzionale, il cui progetto esecutivo risale al 2011; la mancata realizzazione delle 10 nuove classi presso la Scuola Eleonora “E.Duse”, progetto enunciato nel 2015 per 3.000.000 euro e ancora fermo al progetto preliminare e con dubbia copertura economica”.