Gli incendi divampati in un mese nel campo sportivo «Giovanni Gianmaria» di Acquaviva delle Fonti non sarebbero accidentali. A sostenerlo è il sindaco Davide Carlucci, che definisce il gesto mafioso. Appena un mese fa è stato dato alle fiamme il chiosco di un bar appena inaugurato, mentre ad essere vandalizzata questa volta è stata la pista di atletica, resa inagibile sempre dopo aver ultimato i lavori di consegna.

E sarebbero proprio i lavori di rifacimento del centro sportivo ad aver provocato lo “Sfregio in stile mafioso contro la legalità”, come dichiarato dal primo cittadino, poiché tanto il chiosco quanto la pista di atletica sono stati affidati per la prima volta con regolare gara d’appalto e per questo non graditi. La faccenda è finita in Parlamento grazie all’interrogazione a risposta scritta dell’onorevole PD Dario Ginevra.

La domanda è destinata al ministero dell’Interno ed a quello dello Sport. “L’impianto acquavivese è gestito dalla società sportiva Amatori Atletica Acquaviva e nell’ultimo anno ha ospitato alcune delle fasi dei campionati italiani di atletica, divenendo una struttura di riferimento per gli allenamenti di atleti che giungono dai diversi comuni della zona – scrive Ginefra -. Qualunque sia la natura dell’incendio si tratterebbe di un episodio inquietante, l’ennesimo finalizzato a condizionare la vita sociale e i comportamenti amministrativi nei comuni dell’hinterland barese”.

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