Non se lo sarebbe mai immaginato Tonino Lomoro, il sindaco di Valenzano, che quella mongolfiera sarebbe potuta costargli cara al punto da vedersi sciogliere il Consiglio comunale per infiltrazioni mafiosae. Lui, però, come quando è stato accusato dal suo ex vicesindaco e poi di aver offerto lavoro in cambio di prestazioni sessuali, non ci sta. Qualche ora fa ha pubblicato il messaggio ai concittadini, forse con un pizzico di presunzione, avendo scritto di di credere si sia trattato dell’ennesimo attacco alla sua persona. Tonino, così il primo cittadino firma i suoi messaggi al popolo, non ci sta e passa al contrattacco.

“Carissimi – annuncia – ho appreso dai giornali del provvedimento che ieri il Consiglio dei Ministri ha adottato in ordine allo scioglimento. Attendo con serenità il decreto a firma del Presidente della Repubblica per le debite valutazioni sui contenuti degli elementi motivazionali, anche se le anticipazioni diffuse non trovano nessun riscontro nella realtà”.

Si tratterebbe dunque di una cosa campata in aria. “Preannuncio che nei confronti di tale decisione, a mio parere ingiusta ed infondata – incalza – mi rivolgerò nelle sedi opportune per difendere il buon nome del sottoscritto e dell’intera comunità di Valenzano”.

Il Sindaco andrà fino in fondo a questa storia. “Aggiungo e concludo – spiega Lomoro – che pur comportando un enorme sacrificio personale, tutte le vicende giudiziarie che ne seguiranno, saranno a mio totale carico. Questo é l’ennesimo efferato e gratuito attacco politico alla mia persona”.

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