“Il ponte dell’asse nord-sud, che collegherà la zona portuale alla tangenziale, è senz’altro un’opera stradale importante e imponente. Finiscono finora qui le note positive di un ponte lungo circa 630 metri”. A tornare sulla costruzione del gigantesco ponte strallato, che sta disturbando i sonni dell’Amministrazione comunale, è Giuseppe Carrieri. Il consigliere comunale di Impegno Civile per Bari, invia una nota in cui esprime tutte le sue perplessità, soprattutto relative ai costi maggiorati rispetto a quelli previsti che peseranno sulle tasche dei contribuenti baresi.

“La costruzione del ponte era stata infatti aggiudicata nel lontano 2008 all’impresa Cimolai, al costo di 18 milioni di euro – scrive Carrieri -. L’esecuzione dell’opera era prevista in 2 anni e pare che, a settembre 2016, il ponte verrà finalmente inaugurato dal Presidente del Consiglio, con un ritardo di appena 6 anni”. Sui costi effettivi del ponte non si hanno molte notizie. “Al momento nessuna risposta ha avuto una mia recente interrogazione al Sindaco – continua l’avvocato – con la quale chiedevo di conoscere i costi contabilizzati al 2016. Si può solo dedurre che certamente ci sono 6 milioni in più, per la perizia di variante di qualche anno fa, a cui vanno aggiunte le somme (almeno 1 milione di euro) delle cause perse dal Comune per gli espropri (oggetto di decine di debiti fuori bilancio, approvati negli ultimi mesi). E sopratutto gli importi del contenzioso intrapreso dalla Impregilo nei confronti del Comune di Bari”.

Impregilo era l’azienda aggiudicatrice prima dell’affidamento successivo alla Cimolai, per via di alcune inadempienze. “Ne era sorta un causa che in primo e secondo grado aveva visto il Comune di Bari soccombere – incalza Carrieri -. A Febbraio 2015, però, è arrivata la svolta. La Corte di Cassazione ribalta le sentenze e dà finalmente ragione al Comune di Bari. Con altra interrogazione è stato chiesto al Sindaco di attivarsi per recuperare gli importi pagati all’Impregilo, circa 26 milioni di euro. E a dicembre 2015, tra Natale e Capodanno, incredibilmente si apprende che si è deciso di transigere la causa con Impregilo. Malgrado i pareri contrari degli avvocati che difendevano il Comune (che solo oggi si è riusciti a visionare), a Impregilo è riconosciuta la somma di 17,5 milioni di euro, per un ponte che non ha mai costruito”.

In questi giorni, con l’ennesima interrogazione, il consigliere comunale ha chiesto al Sindaco chiarimenti sull’operato e sulle decisioni assunte. “Al momento quindi, salvo ulteriori e certi aumenti – conclude il consigliere – il ponte è costato 42,5 milioni di euro. Sessantasette mila euro al metro. Una cifra stratosferica, che non so quanto renderà felici i contribuenti baresi. Sopratutto se intorno al ponte non si realizzeranno i necessari interventi di collegamento stradale al porto, visto che al momento la viabilità della zona è fortemente limitata. E se non si realizzeranno le opere previste proprio nelle adiacenze (secondo palazzo di giustizia di via della Carboneria). Aver costruito a questi costi un ponte, solo per meglio collegare il cimitero alla tangenziale, sarebbe infatti una gravissima responsabilità degli amministratori comunali che in tutti i modi cercheremo di evitare”.

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