A sollevare il problema delle delibere “fantasma” o piene di strafalcioni era stato il presidente del Consiglio comunale. L’intervento di Pasquale Di Rella (PD) aveva creato non pochi imbarazzi al sindaco di Bari Antonio Decaro e alla sua squadra di governo.

Finora, però, erano sfuggiti i numeri. A completare il quadro della incompetenza amministrativa è stato il consigliere Fabio Romito. Nell’ultima seduta del Consiglio comunale, quello in cui tra l’altro furono approvati diversi debiti fuori bilancio, Romito aveva chiesto come pregiudiziale al presidente Di Rella, di avere copia di tutte le delibere approntate dal sindaco e dalla giunta in questa consiliatura. Ovviamente riferendosi ai provvedimenti ritirati o posticipati prima dell’approvazione, perché sbagliati o incompleti.

“Il quadro – spiega Romito – è sconcertante. Quello della scarsa capacità di questa amministrazione è un dato incontrovertibile, non si tratta di esprimere un giudizio soggettivo dai banchi dell’opposizione. I numeri parlano chiaro e meglio di mille parole”. A ben vedere il consigliere non ha tutti i torti. Dall’inizio del mandato – meno di due anni, se si considera che il primo Consiglio comunale si è tenuto a settembre del 2016, le delibere abortite sono state 19 (nella galleria fotografica il quadro completo ndr.). Ben 8 portano la firma del primo cittadino, compresi alcuni debiti fuori bilancio. Al secondo posto della hit parade della superficialità c’è l’assessore al Patrimonio, Vincenzo Brandi, con 5 delibere.

A seguire gli assessori Angelo Tomasicchio (tre), Giuseppe Galasso (2), Dora Savino (1). “Tutto ciò – sentenzia Romito – è il segnale più evidente dell’incapacità di Decaro e della sua giunta di gestire la città, senza contare il capitolo relativo allo stadio San Nicola, probabilmente l’aspetto più grave, rimasto fuori dal conteggio”.

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