“Emiliano non solo sta seguendo le orme di Vendola ma sta facendo di peggio, invece di prendere decisioni sulla base dei bisogni del territorio lo fa secondo logiche di clientelismo. Ribadiamo la nostra richiesta di dimissioni all’assessore alla Sanità chiedendo che affidi l’incarico a persone competenti”. Così gli otto consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle, che come avevano preannunciato negli scorsi giorni hanno presentato una diffida formale nei confronti del Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano e della sua Giunta.

“Con questa diffida gli chiediamo di non approvare il piano di riordino, prima di aver analizzato gli atti aziendali provenienti da ASL e Aziende Universitarie previsti per legge. Non c’è modo peggiore per dare il colpo di grazia alla nostra sanità che approvare un piano talmente importante senza i documenti contenenti le liste d’attesa e i dati epidemiologici, che rappresentano la reale richiesta di salute sul territorio, e giustificano qualsiasi apertura o chiusura delle unità operative”.

I consiglieri M5S già in campagna elettorale avevano condotto una battaglia per l’approvazione dei piani aziendali che assicurerebbero due diritti ai cittadini pugliesi: il diritto di avere strutture ospedaliere che soddisfino il fabbisogno sanitario dei cittadini e la garanzia di sottrarre così dal libero arbitrio le scelte dei Direttori Generali.

“Come abbiamo più volte ribadito – proseguono i pentastellati -, l’assenza di questi documenti precipita nella illegittimità, dal 1992, l’intero sistema sanitario e continua a favorire logiche di clientelismo, che nulla hanno a che fare con la salute dei cittadini”.

LA RISPOSTA DI MICHELE EMILIANO

“Nel leggere il comunicato diffuso dai consiglieri del M5S, colgo per l’ennesima volta degli aspetti normativi che evidentemente non sono ancora chiari ai colleghi. I dati epidemiologici e la dimensione delle liste di attesa non sono oggetto degli atti aziendali, che hanno meri fini di organizzazione delle aziende sanitarie pubbliche. I dati epidemiologici sono, invece, il presupposto dei piani di riordino come quello che sta per essere varato dalla Giunta. Ed infatti, tra gli allegati al piano di riordino, c’è un tomo considerevole che contempla appunto la valutazione dei dati epidemiologici”.

“Mi permetto di dire che è impossibile redigere un atto aziendale senza prima disporre del piano di riordino – continua Emiliano – , che è un adempimento legislativo cogente, superiore come fonte giuridica, atteso che ha natura di regolamento. Mentre gli atti aziendali sono delibere dei direttori generali subordinati all’approvazione della Giunta con delibera ordinaria. Sempre con spirito collaborativo, specifico che l’atto aziendale viene approvato dalla Giunta proprio al fine di verificare che esso sia compatibile con il piano di riordino, che è fonte sovraordinata”.

“La materia del diritto sanitario è complessa per tutti – conclude – , anche per me, ma di fronte all’ennesima insistenza su un presupposto giuridicamente sbagliato ho ritenuto giusto, in spirito di leale collaborazione, sottolinearlo per evitare ulteriori incomprensioni.  Concludo infine dicendo che il presidente è titolare di tutte le deleghe, che può assegnare a un assessore o trattenere per sé. Non può dunque dimettersi da una delega, ma al massimo assegnarla. Se qualcuno dei consiglieri del Movimento 5 stelle desidera accettare deleghe, sono disponibile a valutare tale disponibilità”.

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