di Antonio Loconte e Gianluca Lomuto

Populista e demagogo, così dipingono Giacinto Forte tanto a destra, quanto a sinistra. Nel pieno della campagna elettorale all’ex consigliere regionale, ora candidato sindaco di Altamura con uno stuolo di liste civiche che portano il suo nome, viene mossa anche la nuova frontiera delle accuse di voto di scambio, quello sociale.

Forte, insegnante, distribuisce ogni mese un contributo di 3mila euro ad associazioni e famiglie bisognose attraverso una onlus che porta il nome del padre “Giacinto Forte”, morto prima della sua nascita. «Abbiamo dato il contributo anche a un’ospedale di Perugia e ad associazioni di Gravina e Santeramo», spiega Forte, precisando che non compra voti e che l’attività è perfettamente regolare.

Nel volantino con cui chiede di donare all’associazione il 5X1000, però, l’80% delle associazioni aiutate presenti nell’elenco sono di Altamura. Evidentemente un caso. Siamo andati nel comitato elettorale di Forte per chiedergli di spiegarci come funziona la Onlus, chi decide a chi consegnare i contributi, dove ha sede. Gianluca Lomuto ha intervistato il candidato, scoprendo che, probabilmente a causa di un mitomane, la Guardia di Finanza si è interessata a lui, indagando su alcuni presunti illeciti personali, non sul giro regolare di soldi che dal consigliere regionale transitano con assegni dalla onlus “Giacinto Forte” ad associazioni, enti e famiglie bisognose.

Qualcuno starebbe invano tentando di distruggere l’insegnante che ha sfondato nella politica. Accertato che non c’è alcun voto di scambio, resta il mistero su chi stia complottando per raggiungere l’obiettivo.

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