Stefano Occhiogrosso

Ultimo atto a Bitetto per l’amministrazione Occhiogrosso. Il sindaco ex Pdl (ora Forza Italia), eletto nel 2011 a guida di una coalizione di centrodestra, ha ufficializzato le sue dimissioni dopo il venir meno della sua maggioranza in Consiglio comunale, convocato per l’approvazione del bilancio di previsione. In realtà, la crisi si trascina già da alcuni mesi (se non anni) e si era acuita nelle ultime settimane con le dimissioni del vicesindaco Cramarossa (passato nelle fila del Ncd, di cui è anche coordinatore provinciale) e dell’assessore Milena Rizzi. Occhiogrosso accusa direttamente Cramarossa di non aver mantenuto i patti pre-elettorali. Ma quali erano?

L’esponente Ncd fu il primo a essere indicato dalla coalizione come candidato sindaco e, solo dopo un intervento dei vertici Pdl (Occhiogrosso è vicino all’area Boccardi del partito), si evitò uno scontro interno che rischiava di spaccare il centrodestra, consegnando di fatto la vittoria al centrosinistra. Qualcuno mormora che in quell’accordo fosse previsto addirittura un avvicendamento di metà mandato. Altri pare non abbiano gradito lo strapotere conquistato in giunta in questi mesi dall’assessore ai Servizi Sociali, Gargano. Per non parlare di alcuni provvedimenti approvati nelle ultime settimane dalla giunta, vedi finanziamento per il Bitetto Art Festival: manifestazione fortemente voluta proprio dall’area più vicina al sindaco e all’assessore Gargano, per la quale sono stati stanziati 9.000 euro, nonostante il parere contrario del dirigente della ragioneria.

Dopo l’abbandono dell’aula da parte delle opposizioni (ma anche di Cramarossa, Rizzi e della consigliera Burdi), la maggioranza è andata definitivamente sotto e Occhiogrosso non ha potuto fare altro che prenderne atto. Intanto, fuori dal Comune iniziava la protesta di alcuni lavoratori socialmente utili che ora temono per il loro futuro.

“L’azione di uscire dall’aula – dice Occhiogrosso in una lunga nota – è stato un gesto che non penalizza il percorso politico degli amministratori di maggioranza ma la comunità bitettese. In questi tre anni e mezzo abbiamo lavorato per il bene del paese e, oggi, siamo in attesa di ben 9 finanziamenti per un importo di circa 5 milioni di euro, la maggior parte dei quali devono essere spesi e rendicontati entro il 30 giugno 2015. Adesso una gran parte rischia di tornare indietro nelle casse del Gal Conca Barese e della Regione Puglia”.

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