Alla vigilia delle primarie del centrosinistra per la scelta del candidato sindaco da contrapporre a Domenico Di Paola, Giacomo Olivieri attacca Antonio Decaro sul suo terreno: la mobilità, più precisamente le piste ciclabili. Il presidente di Realtà Italia incalza: «Si devono prevedere percorsi che permettano alle biciclette di viaggiare con piena sicurezza ed efficienza su tutte le strade sulle quali a norma di codice è ammessa la circolazione». Sì, ma come? Secondo Olivieri – che ha dato ai giornalisti appuntamento in corso Mazzini – questo è possibile: «con la predisposizione di una corsia a preferenza ciclistica, segnalata in carreggiata, di larghezza omologa a quella di una pista ciclabile monodirezionale (un metro e mezzo). Ciò consentirebbe di identificare corsie in corrispondenza e prossimità degli incroci, assicurando continuità ciclistica nelle fasi dell’intersezione. Ma anche una corsia ciclabile sui marciapiedi, allargati, in modo da evitare la perdita di posti auto. Il limite di velocità in ambito urbano va posto a 30 chilometri orari, con eccezione della viabilità principale. Così come attuato nelle maggiori città europee. È stato provato che tale riduzione abbatte l’incidentalità senza ridurre il tempo di uno spostamento urbano».

Come nostra abitudine non ci siamo limitati a raccogliere la denuncia, ma abbiamo voluto verificare sul campo le ragioni della denuncia. Ecco com’è andata.

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