Stravolgendo i canoni della promozione musicale, in un periodo dell’anno storicamente piatto, avete deciso di pubblicare alcuni brani del prossimo album sotto forma di cd promozionali. Partiamo da qui, cosa avete studiato per pubblicizzare il disco?
Tiziana: “L’idea è abbastanza semplice, è un gioco alla fine, abbiamo realizzato questi promo che saranno fatti circolare con delle regole, non ce ne saranno moltissimi, un po’ come accadeva negli anni ’90 quando ci si scambiavano le cassette a mano. Ogni persona dovrà ascoltare il promo, firmarlo scrivendo anche la città dove lo ha preso, lasciare l’hashtag  #fabrykaecho su facebook così da monitorare, da seguire la circolazione del cd, e darlo a qualcuno, un amico, per vedere fin dove arriva. Se uno vuole può anche masterizzarselo, l’importante è che circoli”.

Chiedete di copiare il cd, cosa proibitissima in genere. Avete deciso di farvi dei nemici nel music business…
Alessandro, perplesso in verità: “È uno stratagemma, limitato a questo periodo promozionale, non vogliamo imporre una nuova regola che sarebbe assolutamente deleteria, anche per noi stessi, è un gioco, una maniera per far arrivare la musica lontano…”
Tiziana: “…ovviamente l’idea di condivisione è alla base, il fulcro della promozione…”
Alessandro: “…alla fine è una cosa assolutamente gratuita, non si acquista, è un regalo e come tale può girare liberamente”.

…in barba ai famosi regali riciclati…
Alessandro: “…si esatto” scherza.

Tutto questo nei giorni in cui Thom Yorke si ritira da Spotify. Da tempo ormai la musica è strettamente legata al marketing, ma a quanto pare gli stessi addetti ai lavori hanno le idee confuse…
Tiziana: “Però secondo me questo tipo di domanda non andrebbe fatta ai musicisti, l’idea del marketing, della circolazione del prodotto musicale, ha poco a che fare con la creazione, con la composizione…capisco che ci sia un po’ di confusione, probabilmente perché gli stessi musicisti vogliono che loro musica diventi popolare, si allarghi il pubblico che molto spesso è ristretto, mentre attraverso internet tu sai meglio di me che questa cosa è facilissima. È chiaro, però, che in qualche modo bisogna tutelare tutto questo e forse è proprio quello che dice Thom Yorke”.
Alessandro: “Probabilmente c’è ancora qualche ingranaggio che non funziona…”
Tiziana: “…è particolare la cosa, perché i musicisti sono dentro il sistema, però anche fuori. La musica è lavoro, madeve anche essere diffusa, se si riuscisse ad avere una giusta proporzione tra ciò che può essere diffuso liberamente e commercialmente, probabilmente la cosa si risolverebbe”.

Forse non si è ancora trovata la quadratura del cerchio…
Alessandro: “Siamo ancora in una fase di adattamento alla tecnologia del web”.
Tiziana: “Da una parte ha dato maggiore diffusione, dall’altra, forse, ha dato meno importanza ai musicisti, per cui oggi devono scrivere, registrare, promuovere etc etc, mentre dovrebbero preoccuparsi solo della creazione…”
Alessandro: “…è la logica dell’indipendenza, oggi tutti hanno la possibilità di fare musica, mettere sul web, far circolare, quindi alla fine ha perso un po’ valore questa cosa, non la si fa più pagare”.
Tiziana: “Anche gli ascolti hanno perso valore, sei tu singolo che gestisci il mezzo, puoi sentire un disco intero o solo un brano, e anche nell’acquisto ti puoi regolare alla stessa maniera”.

Oggi ciò che si ascolta viene condiviso sui social, eppure la musica si sente da soli in cuffia, resta sempre un momento privato. Qualcosa non quadra…
Alessandro: “È una condivisione piuttosto virtuale, tutti ci tengono a fare sapere cosa ascoltano…”
Tiziana: “…io non la trovo una cosa negativa, anzi,,,”

Negativa no, ma una contraddizione in termini si…
Tiziana: “No, non credo, sulle mie pagine pubblico le cose che reputo di valore o che comunque mi piacciono perché voglio condividerle con gli amici, io non la vedo questa contraddizione”.

Va bene anche se non sei d’accordo, comunque…
Alessandro: “Tu intendi la condivisione come una cosa fisica, l’ascoltare la musica insieme…noi un sacco di volte ci vediamo per sentire qualcosa…”
Tiziana: “…ma è chiaro, l’ascolto resta sempre una cosa personale, non è che appena sento qualcosa che mi piace corro fuori per farla sentire a tutti” ride.

Nella musica ci sono sempre meno soldi, alcuni cantanti famosi litigano via web, anche certi grandi eventi sono stati cancellati, insomma il mondo musicale mostra numerose crepe e non sembra più dorato come un tempo. Nonostante ciò, si produce sempre più musica, Che sta succedendo?
Alessandro: “Eh eh eh, sarebbe bello sapere…è una bella domanda, ce la poniamo tutti…”
Tiziana: “…non siamo così dentro a questi macro-meccanismi, credo però che da nazione a nazione le cose cambino, non solo riguardo alle major, ma anche per gli indipendenti…”
Alessandro: “…come tutti i settori, anche il mercato musicale risente della crisi, uniscilo all’inflazione di gruppi…è chiaro che si investono sempre meno soldi…”

…il paradosso è proprio questo, c’è sempre meno moneta ma sempre più musica…
Alessandro: “…sempre più musica indipendente. Sempre più gente si da da fare, e questo per me non è un male. Si potrebbe innescare, con meno soldi e più musica, un meccanismo di selezione più ferreo tra talenti, bravura e idee artistiche. La dimensione musicale, comunque, si è spostata sui live, sugli eventi anche piccoli dove non girano molti soldi, con un bel fenomeno di condivisione perché la gente si sposta”.

A proposito di live, avete suonato al 1° maggio davanti a…un botto di gente! Come si passa da una dimensione oceanica a un secret show per pochi intimi, credo che gli stimoli siano differenti…
Tiziana: “Le situazioni sono diverse, ma entrambe molto belle: una è piccola, molto più raccolta, senti tutti più vicini…l’altra emotivamente ti scuote di più ovviamente, però sono tutte e due di grande valore”.
Alessandro: “Sì, sono d’accordo…però… direi che per me l’emozione è la stessa…”
Tiziana: “…no per me no…”
Alessandro: “…è chiaro che ti inorgoglisce suonare davanti a migliaia di persone, però il dover trasmettere qualcosa, che sia a pochissimi oppure davanti a una folla per me non cambia…”

…l’energia che arriva sul palco però credo sia diversa…
Tiziana: “…è assolutamente diversa…”
Alessandro: “…è diverso certo, dal grande pubblico ti arriva un sostegno maggiore, ti tirano proprio su”.
Tiziana: “È vero…è vero, è proprio…una cosa stupenda” aggiunge mentre le si illuminano gli occhi, segno che l’emozione è ancora ben viva dentro.

Chiudiamo il cerchio tornando al nuovo album, che uscirà a settembre con il sostegno di Puglia Sounds. Parliamo della collaborazione con Max Casacci dei Subsonica e Tommaso Cerasuolo dei Perturbazione…
Tiziana, ridendo: “Con Max è nata proprio al concerto del 1° maggio, dove lui ci ha sentito e gli siamo piaciuti, tanto che nell’ascoltarci sul palco gli è venuta in mente l’idea per un testo. Con Tommaso avevamo organizzato un worshop al Momart, Fabryka e Perturbazione, noi abbiamo duettato su un pezzo loro e lui ha cantato un pezzo nostro, realizzando poi un brano insieme. Da questi due episodi abbiamo chiesto loro di collaborare al disco, e così è stato: L’ultimo Film è stato scritto da loro, mentre Un Giorno Perfetto è scritto da loro due, da Stefano e da me. In più Max ha curato la produzione artistica dell’album. Abbiamo lavorato benissimo con loro a Torino, quando si dice professionisti, una cura del dettaglio maniacale”.

Sono collaborazioni, ma non sono featuring, cioè hanno un impatto, anche mediatico, limitato agli addetti ai lavori o agli appassionati…
Tiziana: “Non ci siamo posti questo problema, c’era proprio la voglia di lavorare insieme perché stimiamo entrambi. Poi abbiamo chiesto un featuring al cantante di I used to be a Sparrow…”

…e c’è nel disco? Cioè, mi state dando una notizia, perché non l’ho letta da nessuna parte…
Tiziana: “Sì sì, c’è nel disco e la puoi scrivere” ride.
Alessandro: “Tornando a Max e Tommaso, sono venuti a sentirci in un locale di Torino dove suonavamo, e proprio nel luogo fisico si è parlato di collaborare al disco, che è stato prodotto artisticamente e mixato da Max Casacci”.

Questo è proprio piantare il semino, andare cioè in un territorio lontano da sé per farsi conoscere e vedere che succede…
Tiziana sorridente: “Speriamo che germogli”.

I Fabryka su facebook

Line up:
Tiziana Felle
Stefano Milella
Agostino Scaranello
Raffaele Stellacci
Alessandro Semisa

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