La goccia che ha fatto traboccare il vaso, spiega al Quotidiano Italiano Raffaele Lorusso, presidente dell’Assostampa Puglia, è stata la citazione in giudizio, presso il Tribunale di Lecce, di alcuni giornalisti, “colpevoli soltanto di aver esercitato, nel pieno rispetto delle regole, la propria professione, riportando fatti veri”. Ovvero di aver parlato dell’avvio di un’inchiesta contro 4 magistrati della sezione fallimentare del Tribunale di Bari, per alcuni dei quali è stata poi richiesta l’archiviazione, che hanno prontamente avanzata una richiesta di danni verso chi aveva riportato questa notizia, per un ammontare pari a 1.560.000 euro (600.000 euro sono stati chiesta alla Gazzetta del Mezzogiorno, 505.000 al Corriere del Mezzogiorno, 455.000 a Repubblica).

“C’è un atteggiamento -ha proseguito Lorusso- che tende a considerare i giornalisti e la stampa un gradino sotto l’ordine giudiziario”, tanto che, sempre secondo Lorusso, “è chiaro che c’è un attacco alla libertà di stampa”, garantita invece dalla Costituzione. Subito dopo però ha tenuto a precisare che “noi giornalisti non dobbiamo essere contro il Palazzo, ma fuori di esso”.
Ha infine aggiunto che, poiché ogni citazione in giudizio ha un costo di 15.000/20.000 euro, “chiedere agli editori di sostenere queste spese, specie in questi tempi di crisi, significa mettere a rischio altri posti di lavoro”.

Infatti, al Quotidiano Italiano sono giunte diverse testimonianze di giornalisti, i quali sostengono che i loro editori non sono più disposti a sostenerli legalmente. Alla protesta ha preso parte anche il presidente dell’Ordine dei giornalisti della Puglia, Valentino Losito, il quale ha affermato: “Ribadisco la vigilanza da parte nostra e la solidarietà a tutti i colleghi”.

Data l’importanza dell’evento, sotto tono l’adesione rispetto a quanto ci si aspettava.

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