Da ora in poi sarà possibile sfamare la propria “fame” di cultura presso l’Arena giardino a Japigia, in via Cavalieri di Vittorio Veneto. Non stiamo parlando di cibo, ma di qualcosa di meglio: scaffali pieni di libri e sempre a disposizione dei cittadini che non dovranno pagare, né presentare documento di identità. Nessuna iscrizione, nessun vincolo, nessun orario.

Alla cerimonia di inaugurazione prenderanno parte il presidente della Circoscrizione Giorgio D’Amore e il presidente della Commissione Risorse e Qualità della vita Fiorella Mastromarino, che illustreranno i dettagli e le modalità dell’iniziativa, e il presidente dell’AMIU Bari Gianfranco Grandaliano.

Un modo per creare nuovi punti di incontro e conoscenza sul territorio, per diffondere la libera circolazione della cultura oltre che il piacere della lettura, per evitare che i libri vengano gettati dove capita così da ridurre lo spreco e l’inquinamento ambientale.

Il progetto, che prede il nome di “Biblioteche aperte”, è stato presentato nella sala Giunta del Comune di Bari e realizzato su proposta della II Commissione circoscrizionale Risorse e Qualità della vita in collaborazione con l’AMIU. Da gennaio dovrebbe toccare anche alla Piazza del Municipio di Torre a Mare e al cortile della parrocchia Madonna della Stella a San Giorgio.

A mettere a disposizione dei cittadini libri e volumi ci hanno pensato le Associazioni “Donne in corriera…visite alle cantine dei libri” e “Cittadini e territorio”.

Il consigliere della V circoscrizione di Japigia – Torre a Mare ha così spiegato:

Vogliamo portare anche a Bari la filosofia del bookcrossing, della condivisione dei libri. Chiunque può venire, prendere un libro, leggerlo o anche portarlo via. La biblioteca così com’è strutturata è affidata ai cittadini. Tutti possono donare libri e tutti sono chiamati a vigilare.

Effettivamente è un’iniziativa che ricorda a grandi linee il “bookcrossing” ormai molto diffuso nel resto d’Europa, che consiste nel lasciare libri in un luogo pubblico, per esempio su una panchina, su un autobus, in chiesa, affinché possano essere ritrovati e letti da altre persone.

C’è chi non si può permettere di acquistare libri, chi non sa cosa farsene e chi, come qualche settima fa, addirittura li getta nella spazzatura. Così questa iniziativa ha pensato bene di rispondere alle esigenze di tutti. Adesso sta a tutti mostrare educazione e civiltà.

Leggere è un diritto di tutti.

06 giugno 2013
Carmen De Benedictis

 

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