I lavoratori dell’Om Carrelli di Bari sono tornati a manifestare bloccando il traffico sul Lungomare per circa 3 ore e chiedendo di incontrare il presidente della Regione, Nichi Vendola.

“La Kion ha chiuso Om, alcune aziende ci hanno illuso, le istituzioni ci usano. Sveglia! Vogliamo il lavoro”, è ciò che si legge su uno degli striscioni esposti dagli operai.

La Om è una fabbrica meccanica del gruppo Kion che produceva carrelli elevatori. I dipendenti dello stabilimento sono in cassa integrazione da luglio 2011, da quando cioè la Kion ha annunciato la chiusura della fabbrica per trasferire le attività ad Amburgo. Da allora, una serie di trattative, mai andate in porto, si sono succedute. L’ultima, quella tra Kion e l’inglese Frazer Nash, ipotizzava una reindustrializzazione  per la produzione di taxi ibridi soprattutto per il mercato inglese.

Lo stesso sindaco di Bari, Michele Emiliano ha dichiarato: «Il presidio degli operai OM davanti ai cancelli della fabbrica non è solo legittimo, ma anche doveroso perché finalizzato a richiedere alla Kion il rispetto degli accordi stipulati in sede governativa».

L’assessore regionale al Lavoro, Leo Caroli ha partecipato proprio oggi a un incontro con i lavoratori della Om Carrelli:

«Mi preme ribadire la legittimità del presidio dei lavoratori Om davanti ai cancelli della fabbrica. Perché questo rientra nelle loro prerogative, visto anche ci sono accordi per la reindustrializzazione del sito che non vengono rispettati. L’esito della riunione è sfociato in un aggiornamento in vista dell’incontro che terremo a Roma presso il ministero dell’Industria il prossimo cinque giugno. Grazie all’impegno diretto del governatore Nichi Vendola e del sottosegretario Claudio De Vincenti, anche presso le rispettive ambasciate, hanno assicurato la presenza il presidente della Frazer Nash e rappresentanti della Kion. A quest’ultima azienda chiediamo, come parti istituzionali, una presenza al massimo livello di rappresentanza per risolvere la vertenza».

Carmen De Benedictis