La prima cosa che si legge sulla vostra pagina Facebook è: tu li conosci i Pangea? Significa che c’è ancora da lavorare su questo?
Stefano: “È una provocazione…un modo per dire ti sei reso conto di cosa c’è intorno, sai chi siamo, che ci siamo anche noi?”
Roberto: “Nasce tutto un po’ per gioco, nelle interviste non vogliamo mai dare l’impressione di essere una band che si prende troppo sul serio…”
Francesco: “…questo non significa che il progetto non sia serio, anzi, ci sono forti ambizioni, non bisogna mettere limiti, però è sempre bello mostrarsi per quello che realmente si è, soprattutto loro che sono lo zoccolo duro, io sono un po’ una figura ombra, e quindi far vedere che sono dei ragazzi semplici con tanta voglia di arrivare, senza mai dimenticare da dove si è partiti perché altrimenti ci si perde per strada”.

A questa storia del gioco io non ci credo più molto, anche perché ad un certo punto la cosa deve diventare seria, altrimenti uno si dedica ad altro…
Stefano: “Infatti per noi significa che non vogliamo smettere di divertirci, spaziando da una parte all’altra senza farci troppi problemi se è questo il nostro genere di musica…”
Dario: “…soprattutto ci chiediamo: dobbiamo preoccuparci di rientrare in una categoria in modo tale che il pubblico possa definirci in qualche modo? Noi vorremmo sentirci liberi…”
Stefano: “…ecco, questo è il nostro gioco, non stancarci di quello che facciamo, ma continuare a rinnovarci, che poi è anche il senso del nome Pangea, l’unione di tutto quanto, il super continente che comprendeva tutte le terre emerse”.

Nella bio c’è scritto: cerchiamo di inserire nei brani tutte le sfumature particolari di ciascun componente. Quali sono queste sfumature?
Dario: “Purtroppo bisogna ammettere che il batterista ascolta molto le boy band” ride di se stesso.

Questo non depone molto a tua favore…
Dario: “…eh lo so. Sai cosa, il fatto è che siamo passati tutti quanti attraverso mille e un genere, io ad esempio ho iniziato a suonare con l’heavy metal, l’hard rock, rock anni ’80, passando piano piano a generi sempre più leggeri fino ad arrivare al pop. Devo dire grazie a tutto questo bagaglio che c’è stato, perché oggi mi permette di suonare quello che voglio”.

Per voi invece?
Stefano: “Noi abbiamo suonato molto tempo insieme prima di arrivare ai Pangea…”

…cioè eravate tutti quanti metallari…
Dario: “…lui aveva i capelli lunghi fino al cu**, io fino alle spalle…”
Stefano: “…va bè ora non dobbiamo dire proprio tutto…”
Roberto: “…io sono sempre stato coerente, sempre pop…”
Giulio: “…io non ne ho mai avuti troppi di capelli, non me lo potevo permettere di averli lunghi…”

…però eri metallaro pure tu…
Giulio: “…metallaro no, però sempre hard rock, cover band, gruppi di amici con cui iniziare a fare delle serate per poi passare a qualcosa di più impegnativo. Scrivere inediti, stare ore e ore fino a tarda notte è qualcosa che ti prende più”.
Stefano: “Per noi scrivere pezzi inediti è proprio uno spolparci dentro, chiederci fin dove sono arrivato, e perché questa volta non ci arrivo…questo è per noi il gioco di cui si parlava”.

Sinceramente, per quello che ho sentito, le influenze metallare non si notano…
Dario: “Buono! Vuol dire che ci siamo rinnovati, cresciuti…”

Quindi era proprio un desiderio di allontanarsi da certe cose…
Dario: “Sicuramente, è qualcosa che fa parte di noi, del nostro passato, ma che abbiamo superato”.
Stefano: “In questo gruppo vogliamo mettere tutta la freschezza, vogliamo essere genuini, allegri, vogliamo proprio essere noi”.

Francesco tu scrivi le canzoni dei Pangea, per una band emergente è abbastanza insolito avere un autore…
Francesco: “Questo è dovuto alla grande, fraterna amicizia con Roberto. Lui ha sempre avuto la passione per la musica, da piccolino si sedeva al pianoforte ed era bravissimo, ha iniziato da autodidatta, però gli mancava qualcosa. Abbiamo unito le nostre passioni ed è iniziato così, a quattordici anni”.
Roberto: “Inizialmente erano brani solo piano e voce e siamo andati avanti per anni così, poi quando abbiamo conosciuto loro li abbiamo riarrangiati e scritto pezzi nuovi, sempre con questo rapporto bellissimo, mi conosce talmente bene che sembrano miei…”
Francesco: “…molti ci hanno chiesto se stiamo insieme, ma ci piacciono le ragazze” scherza.

Ho notato che avete suonato poco fuori Bari, come mai?
Dario: “Perché siamo della provincia di Parchitello” (quartiere residenziale alle porte di Bari, ndr)
Roberto: “Questa te la potevi risparmiare”.
Dario: “La verità è che siamo tutti di Bari e abbiamo pochissimi contatti fuori, pochi amici musicisti fuori zona, abbiamo qualche difficoltà a trovare gli agganci però assolutamente non disdegniamo, anzi, abbiamo tanta voglia di andar fuori a suonare…”
Stefano: “In realtà più per comodità, nelle serate che abbiamo organizzato noi ci siamo rivolti ai locali di Bari, poi abbiamo partecipato per lo più a contest e concorsi”.

Quindi, tornando alla domanda iniziale, su questo aspetto dovete forse lavorare un po’ di più…
Stefano: “Certo. Noi siamo proprio all’inizio, dobbiamo farci conoscere, creare il nostro giro, è più difficile approcciare i locali, che poi è il solito discorso delle cover band, per loro è molto più facile. Sinceramente non ci siamo impegnati molto, specie nell’ultimo periodo, abbiamo cambiato bassista l’estate scorsa, ci siamo più soffermati sulla composizione di pezzi nuovi”.

Quindi non è per una questione di pigrizia…
Stefano : “No, volevamo prima di tutto capirci”.

In che senso?
Stefano: “Volevamo prima di tutto capire, davanti a noi stessi, cosa possiamo dire, presentarci con una proposta nostra, sicura”.
Giulio: “….creare un legame nostro più intenso, anche perché così la giornata per il concerto fuori, la vivi diversamente…”

…in quest’ottica, forse proprio la giornata insieme fuori fortifica l’unione…
Giulio: “…certo…”
Dario: “…quindi hai detto…una ca**ata”.
Giulio: “ok dai, questa cancellala”.

La vostra è una formazione recente,  eppure grazie alle vittoria in un contest parteciperete alle fasi finali di Castrocaro. C’è gente che ammazzerebbe per questo….
Dario: “Infatti ne abbiamo ammazzati molti sul nostro cammino”.
Giulio: “…gli altri non sono venuti”.

…per eliminazione diretta! Che sensazione vi provoca partecipare a Castrocaro?
Stefano: “È strano…paura…”
Dario: “…per me è molto emozionante…”
Giulio: “…una paura adrenalinica, positiva…”
Roberto: “Io…ho solo voglia di chiudermi a registrare nuovi brani…ho voglia di dimostrare che possiamo fare tanto. Per me è solo l’inizio. Speriamo”.

Insomma, a questo punto non è più un gioco…
Dario: “Ci hai fregato”.

I Pangea su facebook

Line up

Roberto William Guglielmi, Voce e Piano
Stefano Bozzi, Chitarra Elettrica
Giulio Sarno, Basso Elettrico
Dario Starace, Batteria e Cori

Francesco De Maria, testi

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