Avete appena pubblicato il nuovo album “Asymptotes”, arrivato dopo la reunion della band. Iniziamo proprio da questo, cos’ha portato i No Blame a ritrovarsi?
Antonello: “La voglia di suonare di nuovo insieme. Alcuni problemi con ex membri del gruppo, unito alla partenza di Marco per motivi di studio, hanno portato alla separazione dei No Blame. Quando poi ci siamo rivisti, la voglia di rivivere certe esperienze, seppur con una persona in meno, ha portato alla reunion del gruppo.”

Com’è stato tornare insieme a suonare? Si è trattato di un processo spontaneo o è stato necessario ricominciare da capo mettendo da parte vecchie ruggini?
Marco: “Prima di tutto noi siamo amici, usciamo tutti i giorni insieme…”
Nello: “…col vecchio cantante siamo in ottimi rapporti, è stata una decisione quasi spontanea, all’unanimità, anche perché lui aveva altri progetti…”
Francesco: “…ciò che ha portato allo stop per un certo periodo sono stati i molti impegni, non riuscivamo a far coesistere lavoro e passione…”
Simone: “…non è che non ci siamo più visti, anziché vederci per suonare andavamo a bere una birra!”

In questa seconda vita avete cambiato genere, oggi suonate Melodic Punk Hard Core, esattamente di cosa si tratta e perché questo cambio?
Simone: “Ciò che facciamo adesso è il genere con cui siamo cresciuti, nato agli inizi degli anni ’90, preesistente rispetto cosa suonavamo prima. L’influenza con la voce urlata, le parti un po’ più metal con le chitarre, le ritmiche più pesanti, c’è stata negli anni duemila ed è quello che facevamo prima con l’altro cantante, che ha una diversa tecnica vocale. Ora suoniamo quello che ascoltavamo da adolescenti e che quindi ci ha influenzato…”
Francesco: “…una metamorfosi abbastanza naturale che succede a molti musicisti, magari crescono con un genere e man mano che vanno avanti nella carriera tornano sempre più indietro”.

Anche se, in parole semplici, cosa sia il melodic punk hard core ancora non lo avete spiegato…
Simone: “Ok – ride- il punk hard core è nato negli anni ’80 come evoluzione del punk,  una musica di protesta che badava solo al contenuto, al messaggio forte. Le canzoni erano molto brevi, un minuto massimo un minuto e mezzo ed erano suonate male, i musicisti non sapevano suonare e lo facevano il più veloce possibile…”
Nello: “…non contava la tecnica ma il contenuto. L’hard core ha spinto il punk all’estremo, è nato in America durante la presidenza Reagan. Musicalmente il punk è vicino al rock&roll, l’hard core è molto più veloce…”
Simone: “…col passare degli anni il punk è stato contaminato, a livello ideologico prima che musicale, da altre tematiche. Alla fine degli anni ’80 è nato l’emotional hard core, più elaborato a livello stilistico e con tematiche non solo di protesta, ma anche di esperienze personali. L’evoluzione ha portato alle contaminazioni col pop, col rock più classico, il modo di suonare è diventato molto più tecnico, e anche il modo di cantare è cambiato. Quando la voce e la chitarra hanno smesso di fare solo vrrrrrrrr, allora è nato il melodico. Alla fine è solo un’etichetta, sono comunque molto simili”.
Marco: “Diciamo che alcuni lo strillano e altri no”.

Non è espressamente di massa. Com’è il seguito di pubblico al livello locale?
Nello: “Ci fu una bella scena negli anni ’80 anche se era più hard core, poi si è spento un po’ e ora sta rinascendo. A Bari ci sono gruppi di vario genere, chi lo fa un po’ più crudo, più urlato, verso il metal core, la scena è la stessa anche se forse di melodico siamo gli unici”.

Per quanto riguarda i concerti, c’è spazio a Bari per il genere dei No Blame?
Nello: “Poco. È un genere poco diffuso, però ti devo dire che quando si suona, la gente viene”.
Simone: “Poi i locali sono molti chiusi, ci guadagna molto di più se fa suonare una cover band. Dovrebbe prima di tutto proporre qualcosa di nuovo, il nostro poi è un genere di nicchia, non glie ne frega niente di farci suonare”.
Nello: “A Bari i concerti li organizziamo noi stessi oppure i gruppi a cui pensavamo prima, che poi spesso non suoniamo nemmeno a Bari ma in provincia, in situazioni diverse tipo centro sociale che è una cosa differente rispetto ad un locale”.

Avete suonato moltissimo all’estero, mi stupisce abbastanza per una band emergente. Merito dell’agenzia di booking o il trucco è un altro?
Marco: “La nostra agenzia di booking sono Nello e Simone…”
Simone: “Semplicemente bisogna prima acquisire una consapevolezza delle proprie possibilità e poi proporsi, ma tutto in termini autonomi, le nostre date le organizziamo noi, io mi occupo dei concerti all’estero e Nello in Italia”.
Nello: “Chiamo i promoter locali e loro si occupano di organizzare la logistica, pubblicizzare la data etc. Sono ragazzi come noi che nella loro città fanno esattamente quello che facciamo noi”.
Francesco: “Il vantaggio è che il genere si presta molto a questo tipo di scambio date, a livello di supporto reciproco”.

La vostra pagina facebook è scritta prevalentemente in inglese, dipende dal fatto che suonate più fuori che in Italia?
Nello: “Si, anche perché vendiamo molto di più. Sembrerà assurdo, ma le copie del nuovo disco acquistate in Italia sono pochissime”.

C’è ancora un mercato discografico all’estero?
Marco: “Per il nostro genere la miglior vetrina è il concerto, è raro che una persona X qualsiasi compri il tuo disco da una qualche distribuzione, o in negozio dove non lo troverai mai…”
Nello: “…però rispetto ad altri generi siamo avvantaggiati. Pensa al pop, la gente compra generalmente il cd degli strafamosi. Chi ascolta invece il nostro genere, lo fa perché è proprio interessato…”
Simone: “…è impossibile che un ascoltatore casuale ci venga a sentire, perché questa musica o la segui oppure ti fa schifo, e se ti piace c’è la possibilità che compri l’album…”
Nello: “…e c’è la cultura di supportare ed acquistare, il cd o la maglietta o quello che sia…”
Francesco: “…l’utente è anche interessato ad ascoltarla dal vivo, perché se ascolta una band emergente che ha un bel sound, sicuramente la sentirà dal vivo, dal momento che oggi chiunque può registrare anche in casa dei pezzi spettacolari e poi rivelarsi una delusione nei live”.

Veniamo al nuovo album, non più autoprodotto appunto, ma pubblicato con un’etichetta…
Nello : “Si tratta sempre di una etichetta indipendente, comunque dobbiamo dire che un certo seguito lo abbiamo, avendo suonato tanto, per cui ci siamo proposti dopo aver fatto una cernita delle case con avremmo voluto uscire e hanno accettato”.

Cosa vi aspettate da “Asymptotes” discograficamente parlando, cosa rappresenta per voi il disco della reunion?
Francesco: “È stato il punto da cui ricominciare, dopo essere stati fermi per un po’ di tempo siamo maturati a livello personale, sono aumentate le responsabilità, essere riusciti a conciliare studio e lavoro, è stato un fatto molto importante per noi”.
Marco: “È sia un punto di arrivo per le cose che ha detto Francesco, che  uno di partenza per questa nuova line up, per i nuovi No Blame”.
Simone, tra le risate generali: “Niente perché tanto registriamo gratis, quando vogliamo facciamo un disco”.

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Line up:
Simone – Vocals / Guitars
Nello – Bass
Marco – Drums / Backing Vocals
Francesco – Guitars / Backing Vocals

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