L’agguato, su cui tuttora la Polizia indaga con attenzione, è avvenuto nella tarda mattinata di ieri in via Piemonte. Attorno a mezzogiorno due sicari a bordo di una moto si sono avvicinati di sorpresa a Vitantonio Fiore, Vito Romito e Claudio Fanelli, tre noti pregiudicati della malavita barese che assieme percorrevano la via. Senza dar loro il tempo di reagire hanno aperto il fuoco con una pistola calibro 9 e una mitraglietta automatica, forse un kalashnikov secondo alcune testimonianze e ricostruzioni investigative.

Vitantonio Fiore, 22 anni figlio del boss in carcere Giuseppe Fiore, è morto sul colpo, mentre all’arrivo dei soccorsi erano ancora vivi il 31enne Claudio Fanelli e il 30enne Vito Romito, immediatamente portati al vicino ospedale San Paolo. Le loro condizioni, come avevano fatto sapere i medici, erano apparse da subito molto gravi. Inutili, di fatto, i tentativi di salvare loro la vita o almeno di stabilizzarne le condizioni: i due sono morti poche ore dopo in ospedale. Gli investigatori si affidano ora alle numerose testimonianze dei passanti e alle ricostruzioni del reparto scientifico, per venire a capo di un agguato che sembrerebbe essere il nuovo capitolo di una vera guerra tra bande.

Gli inquirenti non hanno escluso infatti collegamenti tra questo conflitto a fuoco e l’omicidio di Giacomo Caracciolese, 32enne boss rampante del quartiere San Pasquale. Proprio del quartiere San Pasquale era anche Giuseppe Fiore, 49enne boss da tempo in carcere per un duplice omicidio. Per questo, riferiscono fonti investigative, l’obiettivo principale dell’agguato potrebbe essere stato proprio Vitantonio Fiore, colpito per ottenere una vendetta trasversale e rendere più difficile il ricambio generazionale del clan.

20 maggio 2013

Giorgio Scapparone Suma

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