Nella bio c’è scritto: I Cambio di Rotta vogliono dar vita a canzoni vere, che siano voce della gente di ogni giorno. Con chi ce l’avete di preciso?
Adriano: “In realtà non ce l’abbiamo con nessuno, semplicemente parliamo di noi e di quello che potremmo rappresentare per le persone che come noi vivono quelle situazioni”.
Dado: “Anche scherzando in modo ironico, nei testi delle nostre canzoni si raccontano fatti realmente accaduti alla band, incluse alcune situazioni poco piacevoli”.
Francesco: “Frank il Ganzo, che hai appena sentito in anteprima, parla di un ragazzo che conosciamo, del suo modo di vivere la libertà, di poter fare ciò che vuole incurante di tutto e tutti. Pensa che lo abbiamo visto correre, capelli rossi al vento, sul suo Ciao con le borchie. In un certo senso, gli abbiamo reso omaggio”.

Provenite dalle cover band, di cui molti musicisti si lamentano perché tolgono spazio ai progetti inediti. Oggi che ne pensate?
Fabio: “Francesco, Antonio ed io facciamo tutt’ora parte di una cover band con cui abbiamo suonato anche poco in realtà. Oggi vediamo che le cover suonano tantissimo, mentre con i Cambio ci stanno chiamando poco…”

…per cui volete lasciare i Cambio di Rotta…
Fabio: “…ci abbiamo pensato -ride- certo è una situazione anomala, però stiamo notando che qualche possibilità in più per le band inedite rispetto all’anno scorso c’è”.
Dado: “Da quando abbiamo iniziato con i Cambio, siamo stati molto testardi perché abbiamo scelto di non fare mai cover, quindi rischiando, cercando spazio nei vasi contest e festival. Man mano che il tempo passa, ci stiamo rendendo conto che abbiamo fatto bene”.
Adriano: “Il problema non sono le cover band, di cui fanno parte musicisti come noi, come loro anche se stanno lasciando i Cambio -scherza- ma i gestori dei locali. Quando ti proponi per suonare, come prima cosa ti chiedono se hai un seguito. La cover ha un suo seguito, per cui è ovvio che il gestore scelga loro…”
Vito: “…è anche una questione di cultura, trovi gente che, mentre stai suonando il tuo repertorio, ti chiede Malafemmina o Orietta Berti. È una questione di cultura, il gestore si adatta di conseguenza. Anche nelle cover ci puoi mettere le tue idee, il tuo modo di suonare, è brutto quando vedi suonare le fotocopie degli originali, con gli stessi suoni, gli stessi arrangiamenti e gli stessi vestiti”.

Escluso Dado, siete tutti quanti della provincia. È più difficile fare musica inedita fuori dalla grande città?
Antonio: “Dipende. Se giochi in casa, diciamo, il riscontro c’è. A Fasano questa mentalità si sta aprendo alle band inedite, anche se non ce ne sono tante, forse la realtà più piccola è meno dispersiva per cui tende ad esaltare le alternative che offre”.

Dado tu sei diplomato presso il CET l’accademia musicale di Mogol, perché proprio quella e non il conservatorio per esempio?
Dado: “L’ho sempre voluto fare, sin da quando avevo 14 anni…”

Oggi ne hai?
Dado: “Ne ho 27, sono l’anziano del gruppo. Per entrare si sostengono due provini e io l’ho fatto quando ero un po’ più maturo, anche psicologicamente, perché se la cosa va male può buttarti giù, e poi devi essere pronto a scardinare le tue idee e le convinzioni con cui arrivi. Mi ha dato tanto sotto diversi punti di vista. Io scrivo i testi delle nostre canzoni e senza il CET, anche a livello interpretativo, il mio apporto ai Cambio di Rotta non ci sarebbe stato. Ho imparato delle tecniche di scrittura, come stare sul palco, delle tecniche di interpretazione, ho acquisito molta più sicurezza”.

Consiglieresti lo stesso percorso a qualche tuo collega?
Dado: “Lo consiglierei se ha un po’ di soldi da parte- scherza ma non troppo- ho alcuni amici in altre regioni italiane che hanno potuto usufruire di finanziamenti pubblici, potrebbe essere interessante per Puglia Sounds affrontare un discorso tipo borse di studio per esempio”.

Nei vostri live c’è un accenno di teatro-canzone. Spingerete ancora di più su questo tasto o il fatto che ormai sia di moda vi farà limitare in questo senso?
Fabio: “Ancora non ci abbiamo pensato del tutto, abbiamo un’idea del messaggio che vogliamo dare al pubblico, ma non è ancora definitiva”.
Vito: “Naturalmente tutto deve avere un senso, anche perché qualcuno può pensare che il teatro-canzone serva a distrarre il pubblico dalla musica che invece è la cosa più importante”.

Siete nella compilation Free to be Dowloaded, cosa pensate della musica gratuita?
Antonio: “Quando sei all’inizio va bene, aiuta di più una distribuzione del genere. Dopo, quando entri nell’ottica di dover guadagnare, allora può andar bene per una promozione, tipo scaricabile liberamente per un giorno”.
Adriano: “Anche perché quando sei un emergente, chi vuoi che li spenda 5, 7 o 10 euro per il tuo cd?”.
Dado: “A noi è servita e serve per farci conoscere, all’inizio ci deve essere un modo per veicolare la tua musica e visto che gli spazi scarseggiano, in qualche modo il web ti deve aiutare da questo punto di vista”.

Dopo 19mila visualizzazioni avete ricaricato il videoclip ufficiale di Bugiardo su Youtube, cosa è successo?
Fabio: “È successo che un bel giorno YouTube ha rimosso il nostro video, o perché qualcuno lo ha segnalato oppure perché secondo loro sono stati comprati dei pacchetti di aumento delle visite. Effettivamente per degli sconosciuti 19mila visualizzazioni in meno di due mesi sono tante, anche noi non ce lo aspettavamo, però è vero che in qual periodo il video di Bugiardo girava su Italia2 per cui possono anche essere arrivate da lì”.

Molti contest spesso passano online, favorevoli o contrari?
Francesco: “Ne abbiamo fatti tanti e sinceramente anche noi eviteremmo, siamo dell’idea che è meglio avere un giudizio  da chi la musica la conosce meglio e l’ha ascoltata dal vivo…”
Dado: “Però, se posso spezzare una lancia a favore, anche per il 1MFestival su cui stanno circolando numerose polemiche in rete, arriva poi la fase live, i giurati hanno ascoltato i pezzi e pure il voto online pesa solo per il 40%. Poi bisogna capire che per il concerto del 1° maggio uno deve anche proporre un brano inerente al contesto”.
Antonio: “C’è gente che propone un brano pop d’amore e poi si lamenta. Può anche essere bellissima la canzone, però non c’entra niente”.
Dado: “Noi stessi, quando abbiamo partecipato a contest più pop, siamo stati penalizzati”.
Adriano: “Oppure siamo stati ad un contest metal ed eravamo gli unici non metal…”

E siete sopravvissuti, non vi hanno preso a bottigliate…
Vito: “Abbiamo suonato tutto il tempo con le distorsioni al massimo”.

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Line-up
Batteria: Adriano De Filippis
Basso: Fabio Semerano
Chitarra: Francesco Schiavone e Vito Carrone
Tastiere e Synth: Antonio Conte
Voce: Dado Capogna

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