Sotto la guida del direttore artistico di Controradio e coordinatore ragionale per Arezzo Wave Carlo Chicco, otto band emergenti si sono contese l’accesso alla finale ragionale per mano della giuria di cui facevamo parte anche noi: A come Andromeda, A Tea With Alice, Cambio di Rotta, La Biblioteca Deserta, MaiPersonalMood, Nye, Two Left Shoes e We Love You. Dopo una lunga riunione, la giuria, pur riconoscendo una menzione speciale per i Nye, ha decretato vincitori i We Love You. Abbiamo approfittato dell’occasione per rivolgere qualche domanda a Carlo Chicco, approfondendo  così dall’interno la conoscenza dell’evento.

Perché è così importante esserci ad Arezzo Wave?
Prima di tutto per una questione storica, Arezzo Wave è uno dei festival più importanti di musica indipendente ed è riconosciuto all’estero, non a caso esistono i festival di Arezzo Wave a Londra, a New York, dove vanno a suonare le band italiane. Per importanza sul territorio è un punto di incontro tra artisti, case discografiche, manager, ogni anno si ritrovano un po’ tutti per un scambio di informazioni, nascono collaborazioni tra le band e gli stessi emergenti hanno la possibilità di calcare un palco e dividerlo con gruppi italiani e stranieri molto molto importanti. Dal momento che ci sono la Rai, Mtv etc. nella vita non si sa mai.

Non il solito contest che nasce e muore lì insomma…
No assolutamente, il solo fatto di essere iscritti sul sito di Arezzo Wave fa in modo che si venga avvisati di contest paralleli, altre manifestazioni, sono tutte occasioni per le band.

Quanto è difficile selezionare le band da mandare su quel palco?
Nel tempo è diventato sempre più difficile, la qualità dei gruppi è cresciuta enormemente. Ci sono dei parametri molto alti e la giuria è davvero esigente, poi i gruppi che vengono scelti per rappresentare un territorio devono confrontarsi non sono con le altre band in gara ma anche con gli ospiti, in pochi minuti devi giocarti tutto davanti ai manager discografici più importanti, davanti alla Rai o Mtv, per cui o sai muoverti sul palco oppure e meglio che tu vada a casa. Qualunque cosa succeda mentre stai suonando devi saperla gestire, questo aspetto è molto importante durante le varie selezioni provinciali o regionali che siano. Non tutti i gruppi hanno recepito questa cosa, il giudizio sul live è un parametro specifico della scheda giuria.

Senza fare nomi e cognomi, chi proprio non dovrebbe candidarsi secondo te?
Nel corso del tempo, le band heavy-metal non hanno avuto appeal col pubblico, anche se oggi il genere si è molto evoluto, per cui magari quelle che mescolano l’elettronica con l’hard-rock funzionano. Quelle un po’ più antiche, come genere, direi di no, cerchiamo gruppi che possano confrontarsi con realtà inglesi magari, che non siano troppo ancorate a riferimenti musicali solo nazionalistici. Siamo nel 2013, Arezzo Wave predilige le evoluzioni musicali.

Gianluca Lomuto

 

Fotografie Giovanna Mezzina

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