Ulivi (Pixabay)

“La proposta di modificare ed integrare la legge regionale n. 4 del 2017 che riguarda la gestione della batteriosi da Xylella fastidiosa nel territorio della regione Puglia è motivata dalla necessità di adeguare la normativa regionale alla normativa europea e nazionale” – così ha spiegato l’assessore Donato Pentassuglia nella IV Commissione del Presidente Francesco Paolicelli che ha approvato all’unanimità il disegno di legge del Governo che si muove in questa direzione. Il Consiglio regionale con la legge attualmente in vigore ha espresso una forte volontà di attuare le misure fitosanitarie necessarie per contrastare la diffusione di Xylella fastidiosa in Puglia tutelando l’inestimabile patrimonio naturale costituito dagli ulivi monumentali. Con la modifica all’articolo 3 “definizione della zona delimitata”, cioè una zona ritenuta infetta più l’area cuscinetto si stabilisce, invece, che è possibile prevedere con la revoca della delimitazione di quell’area se, sulla base delle indagini condotte, sia possibile concludere, in conformità con la normativa vigente, che l’organismo nocivo specificato è stato eradicato e non vi è alcun rischio di ulteriore diffusione. Ispezioni e monitoraggio sul territorio regionale relative all’organismo specificato. Con la proposta di modifica a questo, si adeguano le norme a quelle comunitarie con un piano di monitoraggio con indagini ufficiali condotte dal Servizio fitosanitario regionale.

Misure di eradicazione: con la modifica all’articolo 5 si elimina il riferimento a 100 metri entro i quali abbattere obbligatoriamente le piante. Quando è individuata una pianta infetta, invece, il Servizio fitosanitario ne dispone l’eradicazione in base al livello di rischio rappresentato ed in relazione al ciclo del vettore.

Misure di contenimento: la modifica stabilisce che nelle aree in cui si applicano le misure di contenimento, il Servizio fitosanitario regionale, dispone la rimozione immediata di tutte le piante risultate infette sulla base delle indagini svolte.

Tutela del patrimonio paesaggistico e ripristino dell’equilibrio economico nelle zone infette: per proteggere l’inestimabile pregio culturale e paesaggistico degli ulivi monumentali non si procederà alla rimozione delle piante non infette in deroga a quanto stabilito all’articolo 5 (la piante infetta verrà isolata dal contesto esterno con protezioni meccaniche, quali incappucciamento degli alberi). La protezione sarà accompagnata da idonea potatura e dalle operazioni necessarie per la lotta al vettore.

Spostamento delle piante all’interno della Regione Puglia: gli spostamenti sono consentiti se effettuati in conformità alle leggi vigenti. La Regione tutela i vivai e i poli vivaistici presenti nelle zone delimitate, mediante azioni mirate e atte a favorire le attività dei soggetti iscritti nel Registro ufficiale degli operatori professionali.

Su proposta dell’assessore Donato Pentassuglia sono stati approvati all’unanimità alcuni emendamenti che costituiscono articoli aggiuntivi all’articolato precedentemente esaminato. Si tratta di modifiche apportate alla legge 3 del 2010 di istituzione dell’Agenzia regionale per le attività irrigue e forestali (ARIF), aggiungendo tra le attività, quelle di consulenza tecnico ambientale di attuazione di lavori e servizi, concernenti la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio naturale presente all’interno delle aree naturali protette regionali e le aree a verde di pertinenza regionale. Rientrano fra i compiti dell’Agenzia le iniziative e le azioni strumentali all’esercizio degli impianti di irrigazione anche privati, dati regolarmente in gestione e conduzione alla stessa Agenzia. Con due altri articoli aggiuntivi si vanno a modificare il Piano di gestione per i cinghiali e le norme relative alla nomina dell’Amministratore unico ARCA. “Non rimarrà inascoltato il grido di allarme dei settore olivicolo”, ha detto Pentassuglia nel corso delle audizioni in IV Commissione delle associazioni di categoria: CIA Puglia Coldiretti Puglia Confagricoltura e Copagri Puglia. La campagna olivicola si è aperta nel peggiore dei modi hanno sottolineato i rappresentanti delle associazioni di categoria: una resa inferiore alla media, grande difficoltà a reperire la manodopera, prezzi molto bassi, danni causati dalla Xylella, costi insostenibili di produzione, condizioni climatiche sfavorevoli. Uno scenario devastante per un comparto fondamentale della nostra agricoltura che ha ricadute di impatto negativo sulle aziende e sulle famiglie. Al momento sono stati persi 30 mila posti di lavoro nel Salento e si potrebbe arrivare a 90, dati allarmanti. Pentassuglia ha garantito che “la Puglia non starà ferma e in silenzio perché parliamo di un sistema economico produttivo decisivo per la nostra economia”.