Torniamo a parlare dello stabilimento Bosch della zona industriale di Bari e lo facciamo partendo dalle ultime notizie che abbiamo pubblicato. Come abbiamo scritto un mesetto fa, il Tribunale del Lavoro ha riconosciuto il comportamento antisindacale dell’azienda nei confronti della Ugl Metalmeccanici, cui negava il diritto di riunirsi in assemblea.

Alla luce proprio della sentenza emessa dal Sezione Lavoro del Tribunale di Bari, si è tenuta in questi giorni la prima riunione del CDP Comitato Direttivo Provinciale: “Finalmente dopo 2 anni e mezzo di rappresentanza sindacale ce l’abbiamo fatta”, ci ha detto con una certa soddisfazione Rosa Amanda Partipilo, segretario UGL metalmeccanici Bari, ma poiché di cose da affrontare ce n’erano tante, l’entusiasmo ha lascito presto il posto alla piena operatività del Comitato.

“Abbiamo segnalato un’anomia della cassa integrazione – ha evidenziato la Partipilo – si sta utilizzando lo strumento dello scorrimento, previsto per un incremento notevole di volumi produttivi, insieme però all’ammortizzatore sociale, che invece prevede un calo. Essendo in contrasto le due cose abbiamo chiesto un incontro per parlarne”.

La cassa integrazione a scorrimento il sabato, ha un’altra conseguenza sulle tasche dei dipendenti: “È un momento difficile per tutti, ma lo è soprattutto per i lavoratori. Fissare una giornata di cassa integrazione al sabato, fa sì che non percepiscono quel gettone di presenza riconosciuto settimanalmente. Agli operatori verrebbe meno anche quel gettone di 51 euro a settimana in busta paga”.

Tra i tanti nodi da sciogliere, non poteva di certo mancare quello della produzione, non tanto quell’idea legata ai dispositivi di protezione individuale visto che al momento le mascherine prodotte in Bosch restano tutte in casa, 2500 pezzi per 2mila dipendenti, quanto invece quello del core business aziendale: “L’azienda ci ha confermato che la prossima settimana inzierà la pre-produzione della seconda linea della pompa CP4, che porterebbe all’impiego di circa 50-60 unità lavorative”.

“I posti a rischio sono ancora tanti – ha detto la Partipilo riferendosi agli esuberi – abbiamo necessità di rivere il piano industriale con l’azienda per poter avere nuove produzioni. Ci aspettiamo che arrivi una mano da parte del Governo, affinché cessi con la demonizzazione del diesel e cerchi di rimettere in piedi l’economia italiana”.

L’ultima parola sulla così detta guerra delle tessere che pare essersi scatenata nella zona industriale di Bari e nella stessa Bosch: “L’Ugl non è implicata in questa diatriba e per questo prendiamo le distanze, noi ci rimettiamo sempre alle operazioni di voto”.

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