Continua a tenere banco il licenziamento di due operai nello stabilimento barese di Skf per i cuscinetti risultati difettosi, prodotti per essere montati sulle auto elettriche di un cliente cinese. La vicenda, ricordiamo, è emersa quando il cliente è rilevato, in fase di verifica, uno scarto per difetto dei cuscinetti tra il 20 e il 40%.

Dalle verifiche interne alla Skf, l’azienda ha indicato le responsabilità nel lavoro dei due operai, prima sospesi e poi licenziati, per uno dei due dipendenti è dovuto intervenire il 118 quando, appresa la notizia, ha avuto un malore. I sindacati non sono stati a guardare, dopo la Uilm, che ha annunciato battaglia legale, è la volta di Fiom e Fim, che hanno espresso pubblicamente la loro vicinanza ai dipendenti allontanati.

LA NOTA DELLA FIOM
La segreteria della Fiom di Bari esprime la massima solidarietà ai 2 lavoratori ingiustamente licenziati alla SKF di Bari. Come Fiom siamo pronti a sostenere qualsiasi iniziativa di lotta volta ad ottenere l’immediata reintegra dei lavoratori coinvolti.

Al tempo stesso esprimiamo forte preoccupazione e disappunto per l’atteggiamento dell’azienda, che in un momento così difficile sceglie di scaricare sulle spalle dei lavoratori responsabilità che vanno ricercate altrove.

LA NOTA DELLA FIM
Il Coordinamento Nazionale SKF della FIM-Cisl esprime solidarietà ai colleghi licenziati presso il sito di Bari. Pur non essendo a conoscenza dei motivi per il quale l’azienda ha assunto questa drastica decisione. vogliamo sperare che vi sia ancora la possibilità di un dialogo tra le parti che ridia serenità ai colleghi e alle loro famiglie.

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