Lo stop imposto a tutte le attività non essenziali per via del coronavirus ha decretato una brusca frenata all’economia italiana, costretta ora a ripartire schiacciando sull’acceleratore dell’innovazione e delle soluzioni alternative, fuori dai soliti schemi, come mai era successo nella storia del nostro Paese, forse solo nel dopoguerra. Nei vari dpcm che si sono susseguiti in questi mesi, per limitare i danni a un sistema già mal concio, il Governo ha puntato sul lavoro agile, a distanza, lo smart working, chi già aveva imboccato quella strada si è trovato sicuramente avvantaggiato.

Così, in uno scenario economico e sociale piuttosto confuso in continua evoluzione, c’è chi non è rimasto a guardare, in attesa di tempi migliori. È il caso per esempio di Aulab, realtà imprenditoriale barese che già abbiamo imparato a conoscere, molto attiva sul territorio locale, nazionale, e da qualche tempo anche europeo. Certo occupandosi per dna di innovation and information technology, si potrebbe pensare che in Aulab abbiano avuto vita facile in tal senso, nella realtà dei fatti non è esattamente così.

Non è da tutti, per esempio, capire che per molti ora rimettersi in sesto sarà durissima dopo mesi senza stipendio, senza i promessi contributi dagli enti statali, la cassa integrazione non ancora erogata e via dicendo. Così, la nuova edizione del corso di coding, in partenza il 27 maggio, inizia con un forte incentivo per tutti quelli che vogliono investire sul proprio futuro, ma sono in forte difficoltà economica: le prime due settimane di lezione sono gratis.

“Non c’è alcun obbligo – spiega Davide Neve, Ceo e tra i fondatori di Aulab – basta scegliere il corso che si vuole frequentare, e se dopo due settimane non si intende proseguire, ci stringiamo la mano, coronavirus permettendo, e ognuno per la propria strada”.

La pandemia, dunque, non ha bloccato l’attività dell’azienda barese, anzi: “Avevamo già attivato il sistema ibrido per i nostri corsi, con la possibilità di seguirli comodamente da casa oppure in aula, durante il lockdown non ci siamo fermati un attimo, un corso è giunto al termine, altri due sono in itinere e a breve ne partirà un altro, tutto on line, così come dev’essere in questo periodo”.

“Stiamo investendo tantissimo sulla piattaforma – sottolinea Neve – sui nostri sistemi, la metodologia, i pdf delle dispense e i video delle lezioni scaricabili, il livello di placement dei nostri corsi è altissimo, siamo al 95%. Le aziende partner stanno proseguendo il loro lavoro di selezione, noi stessi abbiamo assunto e assumiamo attingendo tra gli iscritti ai nostri corsi”.

Il 27 maggio, dicevamo, parte il nuovo corso organizzato da Aulab, un coding bootcamp: “Prepara gli studenti alla professione di sviluppatore software – spiega Giancarlo Valente, Cto e tra i fondatori di Aulab – prevede sia argomenti tecnici che di metodologia, soprattutto di approccio alla materia. Dura tre mesi e serve a dare gli strumenti per iniziare questa professione, dove non si smette mai di imparare. La prima cosa che si insegna nel corso è l’attitudine dello sviluppatore software, ovvero continuare a imparare, sempre. È un mondo in cui non c’è bisogno della location fisica per lavorare, forniamo ai ragazzi gli strumenti nel caso in cui dovessero lavorare per un’azienda in remoto”.

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