“La cassa integrazione di aprile non l’ho ancora ricevuta, quella di marzo era così bassa che non sappiamo se pagare prima l’affitto o comprare le cose per i figli. Le bollette continuano ad arrivare e stando sempre in casa sono ancora più alte”. Sconforto, amarezza, desolazione, fate voi, la voce di questa donna è un misto di vari sentimenti. Siamo andati in piazza Libertà in occasione della protesta organizzata dall’associazione La Formica, che conta oltre 2500 adesioni tra commercianti stremati dallo stop forzato per il coronavirus.

“Vogliamo un po’ di ossigeno e soprattutto alcune cose vanno riviste, per avere i famosi 25 mila euro ci sono 20-30 fogli da riempire – spiega Mimmo Tarantini, presidente dell’associazione – chiediamo la pace fiscale per tutto il 2020. Oggi strappiamo gli F24 perché non abbiamo la possibilità di pagare”.

Storie di vita, le voci che abbiamo raccolto sono le più disparate, tra chi ha ricevuto i 600 euro dall’Inps con cui ha pagato le bollette, e chi, pur avendo un’osteria, non lavora nemmeno con l’asporto, perché i costi sono troppo alti.

“La manifestazione non è contro il governo di questa città – prosegue Tarantini – ma contro il Governo italiano, deve muoversi, la gente si sta ammazzando, solo tra in nostri soci hanno già chiuso 5 attività, tra negozi di scarpe, abbigliamento e bigiotteria. Le nostre insegne accese danno sicurezza, siamo commercianti vecchio stampo, ci sono persone che ancora  oggi lasciano da noi le chiavi di casa per il figliol che viene poi a prenderle”.

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