Il coronavirus ha paralizzato il paese e sta mettendo in ginocchio diversi settori economici in tutta Italia, da più parti si è sollevato il grido d’allarme per i posti di lavoro che andranno persi e per le piccole imprese, partita iva etc, che rischiano di finire gambe all’aria. Tra i più colpiti, certamente, discoteche, locali, pub. Ecco perché in tanti hanno deciso di rimboccarsi le maniche e mettersi insieme.

“Preso atto dell’emergenza epidemiologica – si legge in una nota – a seguito delle istanze delle aziende dei settori pubblico spettacolo, discoteche, aziende di concerti, teatri, pub, bar e ristorazione in genere e tutte le attività dell’indotto, e vista la necessità ed urgenza  di attuazione di una serie di misure a sostegno delle imprese di settore colpite da gravissima crisi, è stata costituita, fra gli operatori del settore, l’associazione MOVIMENTO IMPRESE, il giorno 10 marzo 2020 presso il notaio Labriola”.

“Le ultime disposizioni governative astringenti nei confronti delle aziende di questi settori – prosegue il comunicato stampa – sono ovviamente dettate dalle caratteristiche del contagio che impone il divieto assoluto di aggregazione. In seguito agli ultimi decreti in materia, il settore del pubblico spettacolo, comprendente le aziende sale da ballo, concerti e discoteca, ha registrato un depauperamento del 100% del fatturato“.

“Le altre aziende, specificatamente legate alla somministrazione di alimenti e bevande, hanno subito un calo dall’80 al 100%. Questa fotografia attuale peggiora con l’evoluzione della diffusione del contagio. In questa situazione, le attività interessate andranno incontro ad una più che probabile chiusura, o peggio fallimento, stante l’impossibilità nel brevissimo periodo di far fronte delle obbligazione nei confronti dei dipendenti, Stato, banche e fornitori; il tutto per l’estrema fragilità del settore composto in gran parte da piccole aziende, spesso non affidate dalle banche e che vivono di incassi giornalieri, dunque con marginalità ridotte”.

“Per questi motivi, e sottolineando che tale settore e il suo indotto in Puglia valgono oltre 6 miliardi di fatturato con oltre 120.000 dipendenti, il “MOVIMENTO IMPRESE” chiede:
1. SOSPENSIONE dei termini di versamento dei carichi affidati all’Agenzia della riscossione e del pagamento delle UTENZE;
2. SOSPENSIONE dei termini dei CONTRIBUTI assistenziali e assicurazione obbligatoria;
3. Sospensione per 12 mesi dal pagamenti delle rate relative a mutui, prestiti e leasing;
4. Moratoria dei contratti di affitto e locazione commerciale;
5. Accesso, per i/le dipendenti, allo strumento della CIG in deroga;
6. Fondo di Garanzia per le PMI;
7. Ampliamento delle obbligazioni finanziabili, attraverso i Fondi strutturali europei gestiti dalla Regione Puglia;
8. Attivazione del Fondo di Solidarietà.

«In poche ore già centinaia di aziende si sono iscritte», afferma il presidente Pasquale Dioguardi invitando ad aderire al Progetto, mediante compilazione della “DOMANDA DI ADESIONE” reperibile presso la pagina facebook.com/movimentoimprese/. Facciamo fronte comune all’emergenza coronavirus».

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