Margherita Distribuzione, la società facente capo a Conad che ha acquisito Auchan e Sma, ha avviato la procedura per avviare la Cassa Integrazione Straordinaria per 8873 dipendenti collocati nelle regioni Puglia, Campania, Abruzzo, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Sardegna e Veneto.

La comunicazione, inviata a CGIL, CISL e UIL, arriva alla vigilia dell’incontro in programma nel giorno di San Valentino a Roma, in cui si discuterà della procedura di mobilità aperta dall’impresa. Un confronto che già si annunciava complicato, sia per l’emergenza occupazionale dei lavoratori coinvolti, sia perché è evidente che il venir meno delle sedi centrali dell’impresa, manifesta un rischio imminente per tutti i dipendenti della logistica e per quelli operanti nei punti vendita che non hanno ancora trovato un acquirente né dentro né fuori il mondo Conad.

Per la Filcams CGIL sulla procedura di richiesta di cassa integrazione ci sono già evidenti criticità e dubbi che dovranno essere affrontati con l’impresa il prima possibile: la comunicazione aggrega, in un generico 60% di riduzione massima, i dipendenti che dovranno essere sospesi per un intervento di riduzione del costo del lavoro e quelli che invece saranno sospesi per interventi di riduzione della superficie degli ipermercati, in un ambito di riorganizzazione.

Tra i punti vendita citati ce ne sono alcuni che sono già stati oggetto di passaggio alla rete Conad, non si capisce dunque che competenza abbia Margherita Distribuzione nell’attivare la cassa; di contro ne mancano altri che in precedenti incontri, fatti sia a livello nazionale che territoriale, risultava potessero avere criticità.

Per la Filcams CGIL, quindi, la trattativa deve riprendere su un accordo quadro di gestione della vertenza che secondo il sindacato l’impresa ha di fatto negato nei mesi precedenti, volendo imporre le proprie posizioni al tavolo. Secondo l’organizzazione sindacale manca ancora un piano di salvaguardia occupazionale e, nonostante gli annunci fatti sulla stampa, l’impresa non ha ancora chiarito quante persone possono essere ricollocate nella rete Conad. In questo contesto la cassa integrazione potrebbe solo ammortizzare temporaneamente il rischio esuberi.

In questo contesto, la situazione in Puglia è complicatissima, con due distinte società subentrate, Ermese e Margherita Distribuzione appunto. Per i punti vendita di Casamassima e Taranto sono stati dichiarati rispettivamente 130 e 90 esuberi, diversa la situazione di Modugno e Mesagne, per cui è stata è stata aperta la procedura per l’ottenimento della cassa integrazione, nel primo caso di 141 dipendenti, nel secondo caso di 166.

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