“Parole, parole, parole”. Parafrasando la canzone di Mina alcuni operatori per così dire  “volontari” del 118 hanno scritto al presidente Emiliano. Chiedono conto al presidente della solenne promessa di internalizzare il personale oggi di fatto a nero a bordo dei mezzi del servizio di emergenza-urgenza. Uno dei paradossi assoluti, essendo di fatto la Regione complice di questa situazione.

In principio i soccorritori sarebbero dovuti essere assorbiti dell’Agenzia Areu. Tramontata l’ipotesi avversata da destra e manca, si è virato verso l’assunzione in Sanitàservice, come già accada alla Asl di Foggia. Dipendenti delle associazioni di quel che resta del volontariato, ma soprattutto i volontari a nero, non sono più disposti a essere presi in giro.

Il momento storico è quello giusto, considerando che fra tre mesi si vota per l’elezione del nuovo presidente della Regione Puglia. “Viste le nostre ripetute richieste rimaste inascoltate, nonostante dalle Sue parole sembra che vogliate risolvere il problema del 118 in Puglia – scrive un gruppo di volontari – a tutt’oggi non si è fatto nulla. Le comunichiamo che stiamo organizzando un sit-in di protesta ad oltranza che si terrà sotto la Presidenza della Regione Puglia a cui parteciperanno volontari provenienti da tutta la regione”.

Il messaggio è forte e chiaro: “Ci sentiamo presi in giro dalla Vostre parole. Il tempo del dialogo da parte nostra è terminato. Grazie per l’impegno che, a parole, ha dedicato al 118 in Puglia”. I soccorritori del 118 finora non sono mai riusciti a mettere in piedi una protesta condivisa, che testimoniasse la compattezza di un settore sfruttato con la benedizione delle istituzioni. Chissà che in questo caso non si decida di far sentire in maniera significativa la propria voce.

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