Torniamo a occuparci del call center Inps, o meglio, della commessa gestita per conto dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale, passato nei mesi scorsi da Transcom a Comdata-Network. Il travagliato passaggio dalla vecchia azienda alla nuova, col trasferimento di sede a Molfetta, continua a riservare particolari sorprese per gli operatori.

Alcune sono state messe nero su bianco dai sindacati, che hanno scritto all’azienda per lamentare la mancanza di dialogo in merito, per esempio, alla gestione della turnistica, dell’obbligo fruizione ferie e rol, del controllo a distanza, dell’Acw, ovvero del tempo che intercorre tra la chiamata appena chiusa e quella successiva entrante, non ancora esistente.

Quello che i sindacati non hanno menzionato, riguarda tutta una serie di altri “disagi”, chiamiamoli così, a cominciare per esempio dal parcheggio. In fase di colloquio, nel periodo di transizione dalla vecchia alla nuova azienda, infatti, ai futuri ormai attuali operatori, era stato assicurato che l’area a disposizione per chi fosse arrivato al lavoro in auto sarebbe stata pronta entro la fine del 2019. Stante il fatto che ad oggi non è ancora ultimata, è stato reso noto che sarà a pagamento, alla modica cifra di 30-35 euro mensili, e solo per gli ex lavoratori Transcom, gli ultimi arrivati in pratica. Per tutti gli altri, gli anziani diciamo, sarà gratis.

Non bastasse, pare che sotto l’occhio vigile dell’azienda ci sia anche la pausa fisiologica, quei tre minuti per andare in bagno a fare pipì. Sembra molto alta l’attenzione in tal senso, pare che più di un nuovo operatore sia stato richiamato per giustificare una sosta in bagno maggiore, col particolare imbarazzo di quelle signore beccate nei giorni del ciclo.

In questo clima, non stanno passando inosservate le mistery call. Si tratta di alcune telefonate di controllo, previste, utili a verificare la corretta gestione delle telefonate da parte degli operatori. Non ci sarebbe nulla di strano, se non per il fatto che le mistery call non possono assolutamente essere effettuate internamente alla stessa azienda, ma solo verso altri call center che gestiscono la stessa commessa. A Molfetta sembra che questo dettaglio sia sfuggito. Fosse tutto accertato, si tratterebbe di una condotta particolarmente grave su cui intervenire tempestivamente.

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