Lavorare per 53 anni nello stesso forno, con la solita passione e il sacrificio di chi è costretto a non avere alternative, ma alla fine ha imparato ad amare il proprio mestriere. Mario Frappampina, che a Carbonara in tanti conoscono col soprannome di “bescotte”, fa il panettiere dall’età di otto anni.

Oggi ne ha 61, il lavoro rimane sacro e ogni notte si dedica con cura alla preparazione del pane da sfornare di prima mattina. È lui ad avviare la produzione nel panificio di Filippo Diserio. L’unico “vizio” che Mario si concede in giornata è quello di mangiare un buon piatto di pasta e accompagnarlo con un bicchiere di vino, prima del meritato riposino. Una routine alienante se non sei motivato e appassionato.

Un impiego manuale d’altri tempi, duro e pesante, che sta lentamente scomparendo tra le nuove generazioni. Filippo è molto preoccupato: “Lui è il vero maestro del pane. Quando spariranno lavoratori così, non ci sarà più un prodotto come quello che facciamo oggi grazie a Mario. Non chiuderemo l’attività, ma nessuno più vuole fare questo lavoro. Il vero pane artigianale scomparirà con la nascita dei tanti forni industriali e l’utilizzo di prodotti congelati”.

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