Il grande sciopero del 28 novembre si avvicina, ma la Bosch di Bari pare non abbia molta voglia di rispettare le regole. Parliamo di leggi non di interpretazioni. Dopo un notevole silenzio, la rsu di Fim, Fiom e Cisl, danno un altro segnale di risveglio. “Condanna l’atteggiamento della Direzione Aziendale che, nonostante le diffide da parte sindacale, continua a derogare sia dagli accordi sottoscritti che dalle circolari Inps”.

Le accusa sono mirate e in alcuni casi sottolineano quanto da noi denunciato per anni, soprattutto nel periodo in cui i rappresentanti sindacali aziendali più brillanti ci sputavano addosso. “Nei fatti la Direzione Aziendale – scrivono – utilizza il contratto di solidarietà da una parte e fa straordinario con deposito ore positivo dall’altra, un vero e proprio paradosso per un’azienda che da due anni a questa parte ha dichiarato in tutte le sedi, comprese quelle istituzionali, un esubero strutturale di 624 lavoratori”. Buongiorno ai sindacati.

L’ultima volta lo abbiamo stradetto qualche giorno fa. “Alle nostre istanze, l’azienda ha risposto con il silenzio – dice il bue cornuto al ciuccio – non mostrando nessuna disponibilità alla risoluzione dei problema”. Come se non bastasse – è proprio il caso di dirlo – l’azienda continua a danneggiare ulteriormente il salario dei lavoratori, non riconoscendo condizioni di miglior favore, che annullano e sostituiscono l’ammortizzatore sociale.

“Ricordiamo alla Direzione Aziendale che ci sono regole scritte da parte dell’Inps per questi casi e non interpretazioni personali – tuonano, rendendo noto in uno slancio di protesta -. Se quanto scritto non bastasse, informiamo che in tutto questo ci sono Teko (capi reparto) autorizzati dall’azienda, che sostituiscono gli operatori mettendo gli stessi in contratto di solidarietà”. La Rsu di Fim, Fiom e Uilm non si limita solo a protestare, ma consiglia “alla Direzione Aziendale di demansionarli, così questi signori potranno svolgere queste mansioni non solo nei giorni di contratto di solidarietà”.

Sono gli stessi sindacati ad annunciare che per ringraziare i propri lavoratori di quello che hanno fatto in tutti questi anni: “la nostra cara e buona Direzione Aziendale, la settimana scorsa ci comunicava, a solo un mese dal Natale, che quest’anno eliminerà la consegna dei panettoni, la festa natalizia e forse le borse di studio per i figli dei propri dipendenti, salvaguardando però allo stesso tempo gli innumerevoli suv Alfa Stelvio da 200 CV dei dirigenti”. “Alla faccia del risparmio aziendale”.

Buongiorno ai sindacati dunque, che per queste motivazioni chiederanno, assieme alle segreterie territoriali, ispezioni all’Inps sull’utilizzo del contratto di solidarietà. Non solo. In attesa del grande sciopero del prossimo 28 novembre, la rsu dichiara un’ora di sciopero nella giornata di venerdì prossimo, da svolgersi alla fine di ogni turno e invitiamo tutti a scioperare per il proprio futuro. Un futuro a cui adesso tengono palesemente anche quelli che finora sonnecchiavano senza dare segnali di vita sindacale.

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