Manco avessimo avuto la sfera di cristallo, alcuni mesi fa avevamo predetto l’esito del giudizio. Oggi, il Tribunale di Bari ha condannato l’Amtab al reintegro dell’autista, donna che aveva documentati evidenti problemi di salute, risolti solo dopo un intervento chirurgico; al pagamento di 12 mensilità, dei contributi e delle spese legali. Una mazzata da diverse migliaia di euro, pagate ancora una volta dai cittadini baresi solo perché i vertici dell’azienda municipalizzata approfittano del fatto che in casi come questo non debbano rimetterci neppure un euro di tasca propria.

L’Amtab, in maniera avventata, aveva licenziato l’autista per giustificato motivo soggettivo, ovvero per cause che attengono alla responsabilità del dipendente, ledendo il vincolo di fiducia con l’azienda. In realtà, il giudice ha stabilito che le motivazioni addotte dall’Amtab avrebbero dovuto far scaturire un licenziamento per giustificato motivo oggettivo.

Una sequela di errori messi a nudo dall’avvocato Maria Antonietta Papadia, ormai incubo del presidente Vulcano, secondo voci non confermate con la valigia in mano. L’avvocato Papadia avrebbe finora vinto contro l’Amtab una decina di cause, per amore del vero non tutte con la reintegra del dipendente.

L’Amtab, in sostanza, aveva accusato la dipendente di scarso rendimento rispetto ai colleghi con uguali mansioni. L’avvocato Papadia ha dimostrato che nel calcolo dell’efficienza alla guida del bus, effettuato in termini di chilometraggio non possono essere inseriti i giorni di malattia, come tra l’altro sancito dalla Suprema Corte di Cassazione.

Errori su errori, come la circostanza secondo cui l’autista avrebbe agganciato le sue malattie a giorni di ferie, permessi, recuperi e riposi. Anche in questo caso l’avvocato Papadia ha smentito l’Amtab, dimostrando anche che la donna aveva addirittura svolto il suo turno di lavoro alla guida degli sgangherati mezzi aziendali su linee cosiddette calde come quelle del San Paolo e di San Girolamo, anche in giornate particolari come il periodo natalizio, l’Epifania o Ferragosto.

Insomma, l’azienda è stata sbugiardata su tutta la linea, causando un danno a un altro dipendente oltre che a tutti i cittadini-contribuenti baresi. L’Amministrazione comunale dovrebbe forse chiedere conto agli attuali vertici dell’Amtab per questo genere di ingiustificati accanimenti.

Ricordiamo che il 62enne pensionabile direttore generale, Francesco Lucibello, è in odore di assurda riconferma. Potrebbe essere la volta buona per svecchiare il management e ridimensionare lo stipendio faraonico preteso dall’ingegnere calabrese.

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