Dai lavoratori precari al singolare caso della Regione che vuole multare l’Arif per il mancato abbattimento degli alberi affetti da Xylella.

“Ad una settimana di distanza dalle dimissioni del dott. Oronzo Milillo, commissario straordinario, l’Arif può esercitare solo l’ordinaria amministrazione. Ed invece avrebbe bisogno di districare rapidamente le questioni ferme sui tavoli, diventate ormai roventi”. È quanto afferma Antonio Gagliardi, segretario generale Flai Cgil Puglia, circa la situazione
che da mesi vive l’Agenzia regionale per le attività irrigue e forestali. “Il ritardo che continua ad accumularsi nel contrasto alla Xylella assume contorni di una gravità pari alla batteriosi stessa. Il Governo regionale non sa che pesci prendere nell’affidare una guida certa e costante, capace di affrontare tutti i nodi che, una volta districati, renderebbero l’agenzia stessa un fiore all’occhiello nelle attività agro-forestali-ambientali regionali”.

A proposito di Xylella, ad esempio, la Flai Puglia segnale come da notizie riportare dalla stampa vi sarebbe la volontà da parte della Sezione Osservatorio Fitopatologico dell’Assessorato all’Agricoltura della Regione Puglia, con tanto di delibera, di comminare all’Arif sanzioni per il mancato abbattimento di alberi infetti. “Ci chiediamo quale possa essere la norma di riferimento considerando che il DL 27/2019 convertito in Legge con D.Lgs 44/2019, all’articolo 8, prevede tale sanzione esclusivamente nei confronti di proprietario, conduttore o chiunque detiene la pianta infetta. Arif – continua Gagliardi – per quanto è dato sapere, svolge un’azione di supporto operativo e non ha alcun titolo di possesso, conduzione o detenzione di tali piante”.

Qualora fosse confermata la notizia, potrebbe realizzare un “danno erariale la cui sanzione inciderebbe negativamente sul bilancio di Arif” preludendo ad un probabile collasso economico dell’Agenzia stessa. “Risulterebbe a dir poco paradossale – fa notare Gagliardi – assistere all’azione sanzionatoria della Regione che punisce se stessa, oltre ad un comportamento che induce a ipotizzare in caso di revoca  dell’operatività ad Arif, il rivolgersi da parte della Sezione Osservatorio fitosanitario a soggetti di Diritto privato
che prima del 2016 beneficiavano di finanziamenti regionali”.

Attorno alle questioni che coinvolgo ruolo e operatività dell’Agenzia regionale più grande della Puglia, la Flai Cgil “non si è mai sottratta dalla denuncia pubblica quando per esempio si è imputata incapacità gestionale, ma allo stesso modo non sono mancati riconoscimento di fronte a scelte virtuose in grado di valorizzare il lavoro e i lavoratori dipendenti. Uno dei punti nodali è proprio questo: il lavoro e i lavoratori. Vanno adottate opportuni indirizzi tecnico-organizzativi e scelte politiche puntuali e concrete”.

Per Gagliardi “manca ancora all’Arif una visione sistemica del proprio ruolo, in grado di smentire la percezione che trattasi di carrozzone pubblico creato per soli fini elettorali. A nostro avviso vi sono invece potenzialità inespresse a causa di una serie di condizioni: manca ancora una Pianta Organica del personale ed il riconoscimento del giusto valore di
professionalità delle maestranze, spesso mantenute in un equilibrio precario. Basti pensare a tutti quei lavoratori ex Sma che da 9 anni anelano di lasciarsi alle spalle il contratto a tempo determinato; alle professionalità mortificate degli ex Codifesa; ai tanti lavoratori
stagionali che, da diversi anni e con grande sacrificio, combattono contro la devastazione degli incendi delle nostre aree boschive e pinetate e che garantiscono il funzionamento delle attività irrigue, fondamentali per l’economia agricola pugliese”.

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