Torniamo a parlare della vicenda che vede protagonisti, loro malgrado, gli addetti al call center Inps gestito da Transcom, ma di imminente passaggio nelle mani della Rti formata da Comdata e Network, risultata vincitrice dell’appalto come sentenziato dal Tar del Lazio.

Il futuro dei lavoratori, infatti, è per molti versi ancora incerto, stante l’inizio delle procedure di licenziamento avviate da Transcom, in vista del passaggio. Se da un parte la Rti ha fatto sapere che non ci sono problemi per applicare la clausola sociale per gli operatori, che quindi passeranno alle medesime condizioni, lo stesso non si può dire per i team leader e per i gradini superiori.

Per i team leader il passaggio non è in discussione, quanto piuttosto il mantenimento della mansione, ragion per cui saranno soggetti a valutazione in base ai principi organizzativi, operativi e di lavoro della RTI aggiudicataria. Stesso discorso anche per i livelli superiori, dunque non si tratterà di una semplice formalità.

Alla base per l’applicazione della clausola sociale, c’è il requisito dell’anzianità di servizio di almeno 6 mesi continuativi sulla commessa Inps, calcolati a ritroso a partire dal 2 agosto, e che devono essere documentati da Trascom, l’azienda uscente. Nessun problema per le lavoratrici in maternità, congedo matrimoniale, lunga malattia e simili, tutelate dalla legge e quindi garantite nei passaggi al termine di fruizione dei periodi.

In tutto questo ci sono due ostacoli non di poco conto da superare. Il primo è la sede: nel passaggio da Transcom a Comdata-Network, i lavoratori di Modugno si troveranno a dover prestare servizio a Molfetta. Se pensate sia una bazzecola, provate a pensare cosa significa doversi fare 30-45 minuti di macchina all’andata e al ritorno sia in termini di tempo che economici, magari per chi ha un turno di solo 4 ore.

Il secondo ostacolo, chiamiamolo così, è rappresentato dai lavoratori somministrati e in staff leasing: non essendo applicabile la clausola sociale, la Rti ha solo offerto la disponibilità ad assorbirli tutti a patto che si accetti di ritornare al primo giorno del Decreto Dignità, una condizione che in molti hanno ritenuto inaccettabile.

Dopo l’ultimo incontro a Milano, i sindacati hanno scritto direttamente al presidente dell’Inps per rappresentare tutte le problematiche emerse. Da parte sua, l’Ente ha già accordato una convocazione il prossimo 20 settembre a Roma. In ogni caso, il futuro dei lavoratori dipende anche da quello che deciderà il Consiglio di Stato, dove pende il ricorso presentato da Transcom dopo la decisione del Tar. Dovesse essere accolto, però, c’è da tenere ben presente che Transcom si è classificata terza in graduatoria, dunque non è assolutamente automatico il mantenimento dell’appalto. Il 18 novembre, data di attivazione della commessa presso il nuovo aggiudicatario, si avvicina.

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