“Sono sconcertato da quanto appreso dagli organi di stampa in merito alle notizie diffuse dai sindacati sulla Saicaf, azienda storica pugliese, da me presieduta”. Antonio Lorusso affida a un post su facebook tutto il suo stupore sul comunicato diffuso da alcune sigle sindacali che parlano di imminente chiusura dello stabilimento di produzione barese del marchio tanto caro agli abitanti del Capoluogo della Puglia.

Alimentata da un comunicato stampa, la voce della chiusura ha preso a circolare rapidamente su tutte le testate. L’azienda è dovuta correre ai ripari: “Saicaf è una azienda leader nel settore del caffè ed ha avviato un percorso di riorganizzazione teso a potenziare la propria presenza sul territorio nazionale ed estero” si legge in una nota diffusa nel pomeriggio”.

“L’azienda sta trasferendo la propria sede in una nuova location, in via Oberdan – chiarisce il comunicato – e contemporaneamente riorganizzando l’attività produttiva avendo individuato dei siti produttivi di primaria importanza. In questa ottica, l’azienda ha colto una opportunità, dismettendo lo storico stabilimento produttivo di via Amendola, portando a termine una importante operazione immobiliare, che consente alla società di superare i vincoli a cui l’opificio era costretto per la sua posizione ormai centrale nella città”.

“L’attività aziendale – prosegue la nota – è in piena continuità ed il percorso organizzativo interesserà pochissime unità per le quali l’azienda ha già da tempo avviato con le organizzazioni sindacali un percorso teso ad individuare ogni possibile soluzione per attenuare le conseguenze sul piano sociale. Alla luce di tutto quanto esposto – conclude Socaf – spiace constatare l’iniziativa presa dalle stesse organizzazioni sindacali di diffondere notizie non vere e non rispettose degli sforzi fin qui da tutti profusi”.

Quanto ai 40 operai che rischierebbero il posto secondo i sindacati, hanno già fatto sapere che non hanno alcuna intenzione di partecipare allo sciopero a oltranza programmato a partire dal 12 settembre.

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