Un altro pezzo di storia barese si avvia mestamente verso l’oblio. Per lo stabilimento della Saicaf di Bari si va verso la chiusura, i lavoratori addetti alla produzione del caffè tanto caro ai cittadini sono al momento senza alcuna certezza sul futuro occupazionale. A denunciarlo sono i sindacati che, dando notizia della prossima dismissione della fabbrica, annunciano lo sciopero a oltranza a partire da giovedì 12 settembre, con astensione dal lavoro per l’intero turno.

In una nota congiunta, a firma dei sindacati Flai Cgil e Uila Uil, le prospettive sono nere: “Per i lavoratori attualmente occupati nel reparto produzione, ad oggi, non c’è nessuna certezza lavorativa. Questa la doccia fredda che gli operai della nota torrefazione barese hanno ricevuto nella riunione del 6 agosto 2019, attraverso una comunicazione ufficiale della proprietà. Una notizia che arrivava dopo mesi di tentennamenti del management sul futuro dell’azienda”.

“Nell’incontro di agosto tra le rappresentanze sindacali e la direzione aziendale – aggiungono – la proprietà aveva reso noto per la prima volta, nonostante i reiterati solleciti di Flai e Uila, la dismissione dello stabilimento di Bari tra il mese di agosto e quello di settembre, con relativa cessione del terreno. Alla luce di tutto ciò le organizzazioni sindacali hanno inoltrato richiesta di incontro urgente alla direzione aziendale Saicaf, nella quale si specificava la necessità di essere ricevuti entro il giorno 6 settembre al fine di ricevere comunicazioni relative agli intendimenti aziendali in merito alla tutela e alla salvaguardia dei posti di lavoro messi in discussione”.

“A tale richiesta l’azienda ha risposto il 4 settembre convocando tale incontro per il giorno 30 del corrente mese. A seguito di ciò Flai e Uila, ritenendo tardiva la suddetta convocazione e quindi del tutto ininfluente rispetto agli sviluppi della situazione aziendale, che sicuramente si verificheranno nelle prossime ore, hanno indetto lo sciopero ad oltranza a partire da giovedì 12 settembre. Si sciopererà fino a quando dall’azienda non giungeranno gli opportuni chiarimenti e non si darà garanzia sul futuro dei lavoratori attualmente occupati”.

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