Una storia che si trascina da anni, una struttura assistenziale di proprietà del Comune di Bari, chiusa e non più riaperta. Un cantiere aperto e attualmente fermo, così sembra; il destino di una 50ina scarsa di lavoratori sull’altalena, tre di loro appena licenziati. In estrema sintesi, la vicenda dell’ex Onpi è questa.

Stamattina una rappresentanza dell’Ugl si è ritrovata davanti a Palazzo di Città, lo scopo era quello di richiamare l’amministrazione al rispetto degli impegni presi, a quanto pare disattesi almeno in parte. Sì, perché a sentire quanto ci hanno detto, la clausola di salvaguardia prevista dagli accordi non è stata rispettata fedelmente, alcuni lavoratori, ricollocati, si sono ritrovati col contratto part-time e non più full-time, con la conseguente riduzione del salario, anche del 50%. Non proprio noccioline, insomma.

L’incontro col Capo di Gabinetto, Vito Leccese, non è certamente stato risolutivo, ma almeno è servito ad aggiornarlo sui tre licenziamenti di cui pare fosse all’oscuro. Se ne riparlerà nei prossimi giorni. Nel video che pubblichiamo, ecco come dalle voci di Antonio Caprio, segretario generale Ugl Bari, Antonio Testini, segretario ragionale Igiene e Ambiente dell’Ugl, e Saverio Magaletti, Rsa dell’Ugl.

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