Era convocato oggi a Roma, presso il Ministero per lo Sviluppo Economico, il Tavolo convocato per affrontare crisi che sta attraversando lo stabilimento di Bari della Bosch, dove sono impiegati 1840 lavoratori per lo più addetti alla produzione di motori diesel. Per la Regione Puglia c’erano l’assessore allo Sviluppo Economico,  Borraccino e la dottoressa Elisabetta Biancolillo, dirigente della Sezione “Aree di crisi industriale” dello stesso assessorato.

I vertici del Gruppo Bosch hanno evidenziato come la società stia progressivamente riconvertendo tutta la sua attività produttiva in ragione della costante riduzione di fatturato, registrato negli ultimi anni, dovuta alla significativa contrazione che ha subito il mercato del diesel, sia in Italia che in Europa. Stando alle stime prospettate, tale tendenza proseguirà nei prossimi anni sino a far registrare, nel 2030, una perdita pari addirittura al 90% circa della quota di mercato “diesel” in Europa, con inevitabile contrazione dei livelli occupazionali.

Per questo il Gruppo Bosch è impegnato in una delicata e radicale fase di riconversione della sua produzione, da un lato, verso la mobilità elettrica e, dall’altro, verso settori diversi rispetto all’automotive. Per far questo sarà necessario un percorso di riconversione che dovrà interessare anche il personale, attraverso una capillare e mirata attività di formazione. Il Piano di investimento prospettato dai vertici della Bosch intervenuti all’incontro, relativo all’impianto di Bari/Modugno, ammonta, complessivamente, a circa 40 milioni di euro con la previsione di 620 esuberi entro il 2020.

Per la Regione Puglia, questa prospettiva è inaccettabile: “Sussiste la volontà del governo regionale di sottoscrivere un apposito accordo di programma che consenta a Bosch di realizzare il suo Piano di Investimenti – ha detto Borraccino – garantendo anche un cofinanziamento regionale nella misura massima che le limitate risorse disponibili renderanno possibile, così come abbiamo evidenziato la nostra disponibilità a finanziare l’attività formativa con le risorse regionali messe a disposizione con il bando “Avviso 4/2016”, ma presupposto indispensabile e inderogabile perché questo possa avvenire è che non ci sia alcun esubero, con l’unica possibile eccezione di un accordo con i sindacati, sottoscritto tra le parti dinnanzi al Governo, che possa prevedere incentivi all’esodo volontario. Ma 620 esuberi non possono essere accettati”.

Alla Bosch la Regione ha chiesto che investa con coraggio nella riconversione dello stabilimento di Bari/Modugno, in un’ottica di nuova politica industriale più aderente alle nuove richieste del mercato che vede progressivamente il diesel perdere sempre più peso, nella convinzione che operando con determinazione in questa direzione, si possano preservare tutti i posti di lavoro.

“Auspichiamo ora un riscontro positivo da parte dell’azienda alle nostre richieste – ha concluso l’Assessore – ma ribadiamo la nostra ferma volontà di tutelare la dignità del lavoro e dei lavoratori della Bosch, garantendo il nostro massimo impegno per il mantenimento degli attuali livelli occupazionali”.

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