La carenza di personale infermieristico e operatori socio sanitari all’interno dell’istituto Oncologico Giovanni Paolo II crea una stato di agitazione tra i dipendenti. “Vogliamo conoscere lo stato attuale delle unità in servizio presso questo Istituto – scrive il segretario aziendale Fials, Domenico Losacco – e le relative assegnazioni tra degenze, ambulatori e servizi”.

“Inoltre – aggiunge Losacco – chiediamo che venga reso noto il numero di CPS infermiere che hanno cessato il loro rapporto di lavoro da gennaio e quante sono state assunte, quante hanno presentato domanda di quiescenza entro il 2019, quante unità sono operative con limitazioni certificate dal medico competente, quante unità di CPS Infermiere sono attualmente in servizio e fruiscono della legge 104/92 e D.L. 151/2001 e quante unità di personale ausiliario afferenti alle Ditte esterne sono in servizio e le relative assegnazioni”.

Secondo l’organizzazione sindacale, i dati che emergeranno sono allarmanti, a fronte di un aumento dell’offerta è difforme l’incremento del personale Area Comparto a discapito delle condizioni di lavoro e del rispetto delle professionalità.

Tra i vari reparti la Fials porta all’attenzione quello della UOC di Radiologia Interventistica. “A fronte di 21/23 pazienti giornalieri, di cui 5 allettati, è costretta a coprire la fascia oraria 14.00-18.00 con la terza unità in regime di lavoro straordinario. Nel turno pomeridiano – aggiunge – risulta in servizio un solo operatore socio sanitario che non può dare il dovuto supporto agli infermieri nel momento in cui è impegnato nelle uscite esterne o ad accompagnare internamente i pazienti”.

“Urgono interventi urgenti in merito e soprattutto chiediamo di conoscere la tempistica necessaria per la risoluzione di questo gravissimo problema. La Regione Puglia non può e non deve esimersi dall’assegnare risorse economiche a questo Istituto per fronteggiare questa contingenza di personale e la segreteria aziendale FIALS dell’Oncologico di Bari è pronta ad organizzare una pubblica manifestazione di protesta presso l’Assessorato alle Politiche della Salute: pretendiamo risposte – conclude Losacco – ma soprattutto pretendiamo rispetto per i lavoratori ed i pazienti malati di cancro”.

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