La partita sembrava essere chiusa dopo la replica di Antonio Delvino, direttore generale dell’Istituto Oncologico di Bari. La querelle sull’assunzione a tempo indeterminato dell’infermiere iscritto nella graduatoria della Asl di Rovigo, si arricchisce di un altro colpo di scena. In qualità di presidente dell’Opi, l’Ordine delle professioni infermieristiche di Bari, Saverio Andreula ha chiesto allo studio legale Nicola Roberto Toscano & Partners un parere pro veritate.

La dettagliata risposta del legale pare essere ineccepibile a detta di Andreula: “La delibera 263, adottata dall’IRCCS il 26 aprile 2019, avente per oggetto l’assunzione di un infermiere mediante utilizzo della graduatoria della USL 5 di Rovigo è illegittima”, ma Andreula va oltre. “Preso atto delle conclusioni cui perviene l’avvocato Toscano, che purtroppo contrastano con le deduzioni e le valutazioni giuridiche addotte dall’Oncologico per giustificare il provvedimento ritenuto illegittimo nella sua formulazione giuridica – incalza – si chiede la sua revoca in autotutela”.

Sulla faccenda, a sostegno della decisione del direttore generale Delvino era intervenuto anche Domenico Losacco, segretario aziendale Fials. Avesse ragione l’avvocato tirato in ballo dal presidente dell’Opi, si aprirebbero scenari diversi anche rispetto alle promesse fatte dal presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, relativamente al concorso per l’assunzione di infermieri nelle Asl pugliesi.

In sostanza, non si potrebbero prevedere percentuali specifiche da riservare a precari e altre categorie che continuano a pressare per essere assunte a tempo indeterminato. “L’invito all’Oncologico – spiega Andreula – è indirizzato proprio a tutelare la pubblica amministrazione. Avessimo ragione e non si provvedesse alla revoca della deliberazione, potrebbero esserci numerosi ricorsi, salvo poi dimostrare che il parere del nostro avvocato non sia fondato”.

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