Da un lato spreme gli operai come limoni per evitare di licenziare, dall’altro continua a elargire promozioni e premi ai rappresentanti sindacali, oltre che benefit ai dirigenti. Benvenuti nello stabilimento Bosch di Bari, dove la crisi è una libera interpretazione e ormai diventa difficile credere che in Germania siano all’oscuro di tutto.

Ai dipendenti, quelli senza sindacalisti in paradiso, sono stati ridotti i premi di produttività ed è stato tolto il sacrosanto diritto di decidere in autonomia quando andare in ferie. Non solo. Da lunedì parte l’ennesimo periodo di cassa integrazione, in passato anche quella interpretata più che liberamente dai dirigenti baresi del colosso tedesco.

L’ultimo riconoscimento dei sindacati ai lavoratori è stata la recente partecipazione di un paio di Rsu, rispettivamente di Uilm e Fim Cisl, alla riunione sindacale europea tenuta in Germania. Sindacalisti smemorati, per un mese hanno dimenticato di riferire agli operai che l’intenzione è quella di ristrutturare. Ma di questo ne parleremo ancora.

L’ultimo premio, dicevamo, è un riconoscimento di circa 8mila euro concesso ad un sindacalista Uilm per aver presentato un progetto di miglioramento attraverso il lavoro da casa. Peccato, però, che non si tratti di nulla di così originale, essendo il lavoro da casa introdotto ufficialmente nel contratto nazionale dei metalmeccanici già nel 2016. Il bastone e la carotina sventolati all’occorrenza. Con queste premesse è difficile che il futuro possa tingersi di rosa.

Restiamo a disposizione di chiunque voglia rispondere o chiarire la propria posizione, come usualmente facciamo.

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