La Shernon Holding, newco dell’imprenditore veneto Valdero Rigoni, ha chiesto al Tribunale di Milano il concordato preventivo per tentare il risanamento della situazione finanziaria di Mercatone Uno. Una mossa avvenuta dopo soli 8 mesi di gestione, secondo quanto detto da Rigoni, per riuscire a impedire le agitazioni sindacali e chiamare nuovi investitori.

Nonostante la mossa, secondo la dichiarazione dell’imprenditore, risanerebbe una situazione finanziaria già deprecabile per via della gestione amministrativa successiva a quella del fondatore Cenni, i sindacati non ci stanno e hanno annunciato lo stato di agitazione.

Solo in Puglia sono 256 le famiglie che in questi giorni resteranno col fiato sospeso. Le stesse che attendono ancora i soldi del Tfr della passata gestione e che si sono sacrificate con la riduzione dei contratti per riuscire a mantenere un posto di lavoro. (52 di Terlizzi, 47 di Bari, 42 di San Cesario, 35 di Surano, 46 di Matino e 34 di Francavilla Fontana)

“È veramente paradossale ritrovarsi dopo solo così poco tempo di nuovo senza una prospettiva – dichiara Barbara Neglia segretaria regionale Filcams CGIL – è inaccettabile che gli organi di vigilanza del Mise, che solo l’estate scorsa avevano permesso la vendita di quanto rimasto del Mercatone Uno a questa nuova società, non abbiamo verificato la sostenibilità aziendale degli acquirenti”.

“Qualcuno dovrà dare delle risposte a questi lavoratori, – conclude la segretaria regionale Filcams Cgil – qualcuno dovrà finalmente farsi carico della disperata situazione del commercio e soprattutto qualcuno dovrà darci risposte casomai il concordato non fosse omologato. Non di poco conto, la mancata informazione alle organizzazioni sindacali di quanto sarebbe accaduto in questi giorni. Diventa necessario per ridare speranza a questi lavoratori, mettere in campo una grande mobilitazione nazionale a Roma che dia loro visibilità e soprattutto risposte, una volta per tutte vere”.

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