Questa volta nessuna spaccatura, le rappresentanze sindacali unitarie di Fim Fiom Uilm e Uglm della Bosch, contestano “alla direzione aziendale il conguaglio del premio di risultato”. In busta paga sono finiti solo 190 dei 350 euro sperati. In Bosch il malumore è tangibile, sopratuttto perché dopo essersi calati le braghe consegnando all’azienda tutto il pacchetto delle ferie, adesso gli operai non posso neppure usare come vogliono i propri soldi, addirittura meno di quanto s’aspettavano. “Si contesta sia il merito che il metodo e nel particolare – scrivono -, il parametro relativo alla produttività non condivisibile, tenendo conto delle 19 giornate di par aziendale e cassa integrazione che hanno subito i lavoratori e che avrebbero dovuto far lievitare la produttività, nonostante il fatturato Bosch sia aumentato nell’anno 2018 rispetto all’anno 2017”.

Il premio massimo, circa 600 euro complessivi, sarebbe dovuto essere diviso in due. La prima parte di 350 euro da pagare in busta paga (ma alla fine di euro ne sono stati conteggiati solo 190), mentre gli altri 250 euro, secondo le intenzioni della Bosch, finiscono nella piattaforma Aon. In sostanza, si tratta di buoni che gli operai Bosch di Bari possono spendere in catene di vendita convenzionate. L’ulteriore problema è che su quella piattaforma confluiscono anche i 200 euro derivanti dalla maggiorazione del contratto nazionale dei metalmeccanici, ma ogni anno non si può sependere una cifra superiore ai 258 euro.

“La situzione è paradossale – spiegano un paio di lavoratori -. Non possiamo pagare le bollette, anche a causa dei tagli in busta paga, ma non siamo in grado di impiegare soldi nostri, destinati all’accantonamento sulla piattaforma o dirottati su altri fondi previdenziali, senza contare il taglio sul conguaglio del premio. Una follia”. I sindacati in queste ore stanno incontrando l’azienda proprio per capire il da farsi.

“La direzione aziendale Bosch ha imposto in tempi stretti il conguaglio senza dare la possibilità alle organizzazioni sindacali di verificare preventivamente i risultati, cosi come previsto dall’accordo sindacale siglato ranno scorso – tuonano compatti -. La RSU Bosch inoltre contesta la Piattaforma AON, rimasta invariata sin dalla stipula dell’accordo sul premio di risultato, nonostante il suo ampliamento fosse stato già previsto al momento dell’accordo, pregiudicando seriamente l’utilizzo dei fondi destinati al welfare”.

“La RSU tutta – si legge ancora – chiede all’azienda di verificare i criteri e rispettare l’accordo sindacale, riservandosi di adire le vie legali. Mentre la RSU lotta anche per il conguaglio del premio, tutta la dirigenza continua a godere di importanti privilegi economici e non solo (giusto per fare un esempio ci risulta che oltre ad aver percepito bonus esorbitanti, non rinunciano neanche al benefit del lavaggio dei SUV aziendali). Ignari forse della situazione aziendale e dei sacrifici che i lavoratori stanno facendo, la RSU invita pertanto la direzione aziendale e tutti i dirigenti a non utilizzare la parola ‘sacrificio’ in maniera superficiale, solo nei confronti dei lavoratori”.

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