«Il calcio è un mondo complesso, che genera riflessi economici enormi, con un seguito capace di coagulare grandissimo consenso, ma questo non lo rende immune da problemi e criticità. E per questo si rende necessario un grande investimento nella formazione. Rappresentiamo la prima organizzazione sportiva per numeri e impatto sulla società civile e questo impone una responsabilità che passa obbligatoriamente nella promozione della cultura sportiva». Con queste parole il Presidente della FIGC Gabriele Gravina ha aperto la cerimonia di Inaugurazione dell’Anno Accademico dell’Università Lum Jean Monnet.

«L’impresa sportiva vince quando raggiunge la ricchezza, che non si calcola in termini economici, bensì attraverso il raggiungimento di obiettivi multidimensionali: rispetto delle regole e dell’etica sportiva, proficuo investimento nei settori giovanili, corretto e sano utilizzo delle infrastrutture e dialogo con le tifoserie – ha concluso Gravina – sono alcuni degli elementi su cui misurare il proprio successo».

L’intervento del Presidente Gravina è stato preceduto dagli indirizzi di saluto di Michele Emiliano, Presidente della Regione Puglia, secondo cui «ci troviamo in un luogo che rappresenta la dimostrazione di come nel Mezzogiorno sia ancora possibile vincere sfide apparentemente impossibili come quella di creare un’Università privata in questo territorio» e di Giuseppe Nitti, Sindaco di Casamassima, che, da laureato Lum, ha ricordato l’importanza «di sfruttare gli anni dell’Università per costruire e dare sostanza ai propri sogni».

L’Università Lum Jean Monnet, intercettando la crescente domanda di formazione in ambito di management sportivo, ha avviato e avvierà diversi percorsi incentrati su queste tematiche.

«Lo sport è la sublimazione del gioco. Ed il gioco è la prima e forse più alta forma di apprendimento di cui tutti abbiamo fatto esperienza – ha spiegato nel corso del suo intervento il Rettore della Lum, Emanuele Degennaro. L’interesse che la nostra Università sta progressivamente concretizzando in offerte formative collegate al tema della gestione manageriale delle attività connesse con il mondo dello sport, è legato quindi alla consapevolezza che si tratti di un settore economico di particolare rilevanza le cui concrete prospettive di crescita dipendono dalla capacità di coloro che vi operano di uscire da una “artigianalità” meritoria, ma non fruttuosa, per entrare invece in una fase di gestione economica avanzata».

Captare le esigenze del mercato del lavoro al fine di elaborare proposte formative tagliate in modo “sartoriale” è sempre una delle caratteristiche che ha contraddistinto l’azione didattica della Lum in questi anni. «Nel favorire lo sviluppo del Mezzogiorno, le Università possono giocare un ruolo centrale. Ma perché accada ciò è necessario che si diffondano, anche nelle università, modelli di imprenditorialità avanzata i cui punti di forza sono: la velocità nell’esecuzione, la flessibilità decisionale, la capacità di individuare con immediatezza le direttrici del cambiamento. Noi riteniamo di avere queste caratteristiche – ha concluso Degennaro – e siamo un’Università imprenditoriale, sempre più in futuro, cercheremo di diffondere la cultura che ne è alla base, sperando di contribuire ad arginare quella continua diaspora di giovani formati e competenti che sta caratterizzando la vita sociale ed economica del nostro Mezzogiorno».

Giovanni Barbara, Professore Straordinario di Diritto Commerciale alla Facoltà di Giurisprudenza, da giugno 2018 fa parte del Collegio dei Revisori della Lega Nazionale Professionisti Serie A. Partendo dalla sua esperienza “sul campo”, Barbara, nella sua prolusione dal titolo “Management e governance delle società sportive” si è soffermato su due aspetti dirimenti nel dibattito: la centralità della FIGC nell’ordinamento sportivo e la sua forma giuridica e la trasparenza quale ineludibile elemento ai fini di un buon livello di corporate governance anche nel mondo dello sport, quindi nel calcio.

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