Un settore strategico come quello delle telecomunicazioni, disorganizzato, gestito con il meccanismo dei subappalti per lo più al ribasso pagati dai lavoratori,l’ultimo anello della catena che costituisce la filiera, spesso mandati sui cantieri senza nemmeno sapere da chi. Insomma, una giungla, o come si dice a Bari, un gibillero.

Ieri giornata di sciopero per i dipendenti in tutta Italia, non ha fatto eccezione lo stabilimento di Modugno, due i tavoli chiesti dagli addetti, uno al Ministero del Lavoro e uno al Ministero dell’Industria, senza dimenticare, nel caso specifico, la Regione Puglia: “Non può fare finta  di niente – ha detto il segretario della Fiom Cgil Bari, Corrado Breglia – i controlli devono essere essenziali, si tratta di un problema serio e la Regione non può fare finta di niente. Chiediamo a Sirti di ritirare la procedura di licenziamenti avviata – ha aggiunto Breglia – anche perché per come l’ha impostata è un po’ anomala”.

“In tutta Italia un lavoratore su tre si troverebbe fuori dal mondo del lavoro – ha evidenziato Michele Capasso, RSU Fiom Cgil Sirti e coordinatore Puglia – Bari, la Puglia, sono piene di lavori, di tracce non riasfaltate. Le previsioni per quanto riguarda il nuovo gestore, Open Fiber, dicono che per la Sirti non c’è margine di guadagno, stessa cosa per il contratto Telecom che è stato praticamente dimezzato”.

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