“Non c’è nessun modo per sbloccare la cassa integrazione 2018, a mio parere ormai è andata”. Rosa Amanda Partipilo, segretario Ugl Metalmeccanici Bari, non usa giri di parole per indorare la pillola agli operai della ex Om Carrelli che stamattina si sono ritrovati per manifestare davanti alla Presidenza della Regione Puglia, 165 famiglie che da 13 mesi sono privi di sostegno economico.

Ieri in piazza Libertà si sono ritrovati la Fim, Fiom e la Uilm a cui Partipilo ha qualcosa da dire: “Già a giugno scorso – ricorda – abbiamo chiesto alle altre organizzazioni sindacali e alla Regione di aprire un tavolo tecnico al Ministero per lo Sviluppo economico, per tentare di sbrogliare la matassa, ma erano su posizioni diverse. Per la Regione era necessario prima firmale il protocollo d’intessa con un soggetto giuridico, grazie al quale, ci avevano detto, si sarebbe sbloccata la cassa integrazione 2018, invece sia la curatrice fallimentare che il giudice delegato hanno detto che non può essere autorizzata, come dicevamo noi da allora”.

“Il governo – aggiunge – ha approvato un emendamento ad hoc per i lavoratori ex Om grazie al quale possono collegarsi alla mobilità in deroga per il 2019, ma la domanda non si potrà presentare finché non ci saranno i licenziamenti collettivi”.

“Nemmeno Charlie Chaplin o Totò avrebbero saputo fare una sceneggiata come questa -commenta Francesco Menduni, segretario Ugl Metalmeccanici Puglia – una vertenza iniziata tanti anni fa, quando c’erano Michele Emiliano come sindaco di Bari e Nichi Vendola presidente della Regione. Una vicenda in cui tutti sanno tutto, tutti capiscono tutto, ci ritroviamo con queste famiglie senza reddito e nessuno che dica la colpa è mia”.

Alla fine i manifestanti e i rappresentanti dell’Ugl sono stati ricevuti dalla dirigente Biancolillo in rappresentanza di Emiliano: “La Regione si aspetta una ennesima risposta da parte del giudice – ha spiegato la Partipilo dopo l’incontro – che a mio avviso non arriverà perché già giunta da parte della curatrice. Abbiamo allora chiesto di sollecitare nell’immediato questa risposta, per chiudere la situazione. Non c’è più tempo per aspettare, è una situazione insostenibile e l’attesa la stanno pagando i lavoratori”.

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